Attenzione
Tubone, concesso un anno in più
La giunta regionale con una delibera fa slittare il completamento dell’opera alla fine del 2016
SANTA CROCE SULL’ARNO. Il progetto Tubone conquista un altro anno di tempo. Altri dodici mesi messi a disposizione per la realizzazione dell’opera, che dovrà essere completata entro il 31 dicembre 2016, e non più nel 2015 in base al limite fissato dall’Unione europea per gli scarichi in deroga. È quanto prevede una delibera della giunta regionale, votata lunedì, che a breve convocherà tutti gli attori dell’accordo di programma per la sottoscrizione dell’ennesima integrazione al progetto, di cui ricorre quest’anno il decimo anniversario dalla prima bozza.
Ad annunciare la proroga è il presidente del depuratore di Santa Croce Massimo Bertacca, nell’ambito dell’iniziativa “A spasso per l’Aquarno”, che ieri ha aperto le porte dell’impianto a cittadini e ragazzi delle scuole. «Il nostro impianto è pronto a rivestire un ruolo pubblico, interagendo con un territorio più vasto», ha detto Bertacca nel corso del dibattito ospitato in mattinata nei locali di Aquarno. Presente, non a caso, il dirigente dell’Ufficio tecnico della Regione Franco Gallori, che ha illustrato il nuovo cronoprogramma dei lavori. Il primo passo, per il 2014, sarà il convogliamento a Santa Croce dei reflui domestici di Santa Maria a Monte, che si aggiungerà al collegamento già completato per gli scarichi industriali di Castelfranco e Fucecchio.
Per il 2015 sono fissati interventi a tutela del padule di Fucecchio, mentre nell’arco del 2016 dovrebbero essere completate le opere di collettamento dalla Valdinievole, dall’Empolese e dalla Valdera, con l’adeguamento dei depuratori di Santa Croce, San Romano e Ponte a Cappiano, e la costruzione del nuovo impianto di Ponte Buggianese che dovrà fornire acqua pulita al padule. «In tutto – ha ricordato Gallori – parliamo di interventi per 180 milioni da realizzare entro il 2016».
L’obiettivo, come sottolineato dal direttore di Aquarno Nicola Andreanini, sarà il riutilizzo delle acque depurate all’interno del ciclo produttivo delle concerie, limitando i prelievi da falda e potenziando la capacità di abbattimento degli inquinanti, con una riduzione del 15% nella produzione di fanghi. Tuttavia, i tempi restano comunque stretti per un’opera che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, non ha mai cancellato del tutto dubbi e riserve. A ricordarlo anche il sindaco di Ponte Buggianese Pier Luigi Galligani. «Le resistenze della Valdinievole sull’accordo sono ormai note – ha detto - ma sono state superate grazie al progetto del nuovo depuratore a servizio del padule. Adesso che si è raggiunta una condivisione è necessario far partire quanto prima i lavori. Serve uno scatto di volontà, perché i comuni della Valdinievole sono tutti in deroga a livello di allacciamenti: la mancanza di una depurazione adeguata sta bloccando lo sviluppo dei nostri territori».
La scommessa è quella di far uscire il progetto dalla sabbie mobili degli ultimi anni. «Servono tempi brevi e certi, perché questa sfida può rappresentare uno spartiacque», ha detto il consigliere regionale Ivan Ferrucci, intervenuto nel dibattito insieme a Federico Gelli e a numerosi esponenti del mondo politico e imprenditoriale del comprensorio del cuoio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
