Il Tirreno

Pontedera

Sindaci disponibili a incontrare i farmacisti comunali

di Francesca Suggi
Sindaci disponibili a incontrare i farmacisti comunali

Categoria in protesta, i Comuni non vogliono lo sciopero ma solo Millozzi ha bocciato l’applicazione del regolamento

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PONTEDERA. Di fatto tutti i Comuni coinvolti hanno votato sì. A parte il sindaco di Pontedera. E dal primo gennaio quei settanta e oltre dipendenti delle farmacie comunali lavorano, disciplinati non più dal vecchio contratto nazionale (in attesa del nuovo), bensì da un regolamento temporaneo applicato alla categoria, senza alcuna contrattazione sindacale. Deciso e diffuso da Assofarm. Una disposizione peggiorativa delle condizioni economiche e normative dei farmacisti e dei dottori, come hanno sottolineato nei giorni scorsi dal sindacato. Cgil e Cisl fanno, di fatto, da amplificatori a una protesta che arriva direttamente dai lavoratori che, in attesa di un incontro con i sindaci, minacciano sciopero.

Prima lo stato di agitazione, poi gli incontri con il prefetto di Pisa: a niente sono serviti questi faccia a faccia. E adesso sono direttamente i capi delle amministrazione di Cascina (17 dipendenti nella società Sogefarm), San Miniato (16 nell’Azienda farmacie San Miniato), Montopoli (4 nella società Civitas), Capannoli, Ponsacco e Santa Maria a Monte (25 riuniti sotto Farmavaldera) e Pontedera (15 dipendenti sotto l’azienda Alliance) ad essere chiamati in causa. Ogni amministrazione, di fatto, ha creato società a totale capitale pubblico per gestire il comparto. Tutte a parte la città della Piaggio (solo il 25% è di proprietà pubblica).

I sindacati chiamano in causa i sindaci, per aver votato sì (con i propri delegati e insieme gli amministratori delle società partecipate) all’introduzione del regolamento, in attesa della stesura del nuovo contratto.

«Cercheremo di capire nel merito la questione – dice la sua Filippo Fatticcioni alla guida di Capannoli – anche se abbiamo i nostri delegati e abbiamo la massima fiducia nel loro operato». Apertura al confronto con sindacati e dipendenti comunali: «E’ fondamentale mantenere i diritti acquisiti dai lavoratori e non peggiorarli – aggiunge – Anche se non bisogna dimenticarci di guardare il deserto che abbiamo intorno». Rispetto alle condizioni “nuove” lamentate da farmacisti e dottori, quella di lavorare 40 ore settimanali, invece delle 38 come da contratto, a parità di stipendio. E, inoltre, di aver delle riduzioni sulle maggiorazioni per quanto riguarda notturni, giorni festivi. «No alla rottura – sulla stessa linea è David Turini, sindaco di S. Maria a Monte – noi abbiamo massima fiducia nella società delegata a gestire la categoria, comunque confermo la mia volontà di approfondire».

Anche il sindaco di Ponsacco, Alessandro Cicarelli si dice disponibile ad incontrare le parti, per capire meglio la questione. Più determinato nelle posizioni espresse dal cda di Sogefarm, il primo cittadino di Cascina, Alessio Antonelli: «La nostra società sta all’interno di Assofarm, quindi stiamo a quello che decide: sulla questione dell’orario, c’è da dire che quel regolamento equipara, di fatto, i dipendenti delle farmacie comunali a quelli delle farmacie private ». Unica voce fuori dal coro quella del sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, che all’interno del suo cda ha votato no al regolamento. Ma la partecipazione pubblica in Alliance, ha poca rilevanza. «Ho votato no perché senza una contrattazione tra le parti, non è a mmissibile applicare alcunché: io ho detto come la pensavo, ma non è servito a molto».

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