Sicurezza
Un tetto al lavoro a tempo
Calastri (Femca-Cisl): «Lo inseriremo nella piattaforma per il nuovo contratto»
SANTA CROCE SULL’ARNO. «Il ricorso al lavoro somministrato nel distretto conciario è sempre stato fatto. Nel contratto nazionale di categoria non c’è una quota che fissi un limite all'utilizzo di questa tipologia di contratti in rapporto alla forza lavoro interna ed è certamente un handicap perché in una fase come l’attuale si possono registrare degli eccessi». A sottolinearlo è Luca Calastri della segreteria provinciale Femca-Cisl di Pisa. Che aggiunge: «Tuttavia, nelle concerie non c’è un bisogno strutturale di lavoro a tempo. L’esigenza è confinata nell'arco di tre mesi. E credo che si contano su una mano le imprese che potrebbero ridurre l’uso del lavoro somministrato utilizzando una diversa tipologia di contratto».
Eppure, c’è l’esigenza di mettere un paletto. «L’obiettivo dei sindacati di categoria nell’ottica del rinnovo del contratto di settore, che è alle battute iniziali, sarà quello di provare l’inserimento di un tetto alla percentuale di somministrati in rapporto alla forza lavoro. Ma sarà difficile centrare questo obiettivo. Con le altre sigle stiamo lavorando alla definizione di una piattaforma unica e su questo punto c’è sicuramente l’accordo».
Calastri sottolinea il ruolo dei sindacati e il rapporto con le associazioni datoriali. «A luglio dello scorso anno è stato rinnovato l’accordo per i premi di partecipazione ai dipendenti del comparto concia: un bonus integrativo che può arrivare fino a un massimo di 2mila euro l’anno per ciascun lavoratore, ed è legato ai risultati dell’azienda e al numero di assenze».
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