Il dolore
Il rio Macone e l’Egola tra le maggiori criticità
Il Consorzio di Bonifica della Valdera ha fatto il punto sulla sicurezza idraulica Nel 2013 sono stati messi in bilancio un milione e mezzo per la manutenzione
SAN MINIATO. Ci sono prima di tutto i territori di San Miniato e Volterra in testa alle preoccupazioni del Consorzio di Bonifica della Valdera. Interventi realizzati ed altri pronti a partire, assieme però a criticità mai risolte, che da tempo attendono soluzioni e risorse, a dimostrazione di un tema, quello della sicurezza idraulica, «dove la politica continua a ragionare per emergenze e non per prevenzione».
A dirlo è il presidente del Consorzio Edoardo Villani, che traccia il quadro delle principali criticità sul territorio, alla luce delle piogge degli ultimi giorni e dell’ormai imminente riforma dei Consorzi varata dalla nuova legge regionale. Sul territorio di San Miniato, Villani ricorda il problema del rio Macone, fra San Miniato Basso e Fucecchio, «che da tempo ha problemi di smaltimento delle acque – dice – con il periodico allagamento dei campi circostanti, e che richiederebbe risorse consistenti per la sistemazione». Altra criticità il fiume Egola, recentemente oggetto di un nuovo accordo che ha aggiunto agli interventi già previsti anche la messa in sicurezza nei pressi del ponte a La Serra. «In generale – spiega il direttore Gianluca Soro – tutto il reticolo idraulico, anche in Valdera, mostra una serie di criticità, legate soprattutto all’abbandono delle campagne e quindi alla mancanza di manutenzione. Le piogge degli ultimi giorni non sono state violente ma si sono estese nel tempo: è bastato un piccolo scroscio per creare problemi». Il direttore ricorda quindi gli interventi messi a bilancio per il 2013: «Un milione di euro per la manutenzione ordinaria e 500mila per quella straordinaria finanziata dalla Regione. Stiamo anche per mettere a gara, a Volterra, un intervento di ingegneria naturalistica per 180mila euro, più altri 300mila per la sistemazione dell’invaso Pavone, a cui si aggiungerà il prossimo anno anche l’invaso Cavalcanti». «Mediamente – dice Villani – abbiamo investito circa due milioni di euro l’anno, attraverso contribuzione e finanziamenti». A breve, tuttavia, dovrebbe partire la riforma dei Consorzi varata dalla Regione, che affida agli enti di bonifica anche la prevenzione di frane e smottamenti. «Ogni anno i Consorzi devono proporre alla Regione un piano di attività – dice il presidente –. Ci stiamo muovendo ma il quadro resta confuso». A preoccupare maggiormente, però, sarà l’accorpamento fra i Consorzi, con la fusione di Valdera, Fiumi e Fossi (Pisa) e Auser-Bientina nel futuro Consorzio del Basso Valdarno. «L’obiettivo è quello di razionalizzare i costi – conclude Villani – ma restano tuttavia molti dubbi sull’effettiva capacità dei nuovi enti a relazionarsi con i contribuenti, e soprattutto con realtà territoriali di 70 o 80 comuni sparsi su un territorio vastissimo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
