Il Tirreno

Pontedera

Finisce ai domiciliari il rapinatore delle poste

di Pietro Barghigiani
Finisce ai domiciliari il rapinatore delle poste

Aveva colpito nello stesso giorno l’ufficio di Serrazzano e quello di Cecina Con un passamontagna aveva portato via poco più di mille euro

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POMARANCE. Tre anni di reclusione da scontare agli arresti domiciliari in una comunità di recupero nella provincia di Messina. È la condanna inflitta ieri mattina a Tiziano Papale, 36 anni, di Catania, accusato di aver rapinato intorno alle 9 il primo settembre 2012 l’ufficio postale di Serrazzano.

Nello stesso giorno Papale era stato arrestato a Cecina, qualche ora dopo il colpo di Serrazzano, sempre per una rapina alle poste. Un pendolare del crimine che incappò in una giornata storta, l’imputato difeso in aula dall’avvocato Giangualberto Pepi che ne ha invocato l’assoluzione, anche con la formula dubitativa.

«I testi hanno riferito di rapinatori dall’accento straniero» ha sottolineato il legale nella sua arringa rimarcando anche la difficoltà di spostarsi in poco tempo sulla costa per compiere un rapina per la quale il catanese aveva ammesso ogni responsabilità.

Il pm, Giancarlo Dominijanni al termine della sua requisitoria aveva chiesto 5 anni. Il collegio (presidente Luca Salutini, a latere Donato D’Auria e Leonardo Degl’Innocenti) nel dispositivo della sentenza ha anche interdetto dai pubblici uffici l’imputato per la durata di cinque anni.

La mattina del primo settembre la responsabile dell'ufficio postale di Serrazzano fece appena in tempo a ricevere dalle guardie giurate 33mila euro come deposito e fondo per il pagamento delle pensioni. Dopo poco si trovò a fronteggiare la rapina. Mentre le guardie giurate le consegnavano il denaro, l’impiegata si era accorta di una Lancia Y di colore viola dalla quale erano scesi due uomini con il volto travisato da passamontagna.

D’istinto la dipendente depositò le banconote nella cassaforte e informò i clienti di quello che stava per accadere. Trascorso qualche secondo due uomini entrarono convinti di prendere i soldi delle pensioni che, invece, erano al sicuro nel forziere.

Sapendo di non poter aspettare l’apertura della cassaforte a tempo, uno dei due banditi si arrabbiò rovesciando tutti gli oggetti sul bancone e alla fine prese 1.076 euro che erano in cassa. Poi, la fuga con la vistosa Lancia, rubata a Colle Valdelsa, che venne ritrovata in località Acquabona, a circa due chilometri dall'ufficio postale. Fu un testimone, sentito dai carabinieri, che aveva visto la sgargiante utilitaria allontanarsi dalla zona e i due uomini senza passamontagna, a fornire agli investigatori un dettagliato identikit. Quando poi a Cecina Mare i militari arrestarono Papale in flagranza di reato, il testimone lo riconobbe in foto come uno degli occupanti della Lancia viola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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