Sicurezza
Carismi, utile a 6,2 milioni pensando all’espansione
In aumento nel 2012 sia la raccolta che gli impieghi verso la clientela Il presidente Bandini: «Restiamo al fianco delle famiglie e delle imprese»
SAN MINIATO. «Un bilancio soddisfacente non solo per l’utile con cui si chiude l’esercizio ma anche per la crescita consistente sia della raccolta che degli impieghi. Tutti risultati che non sono il frutto di una politica del credito facile perché oggi è quanto mai necessario un presidio massimo del rischio e lo dimostrano le partite che si sono deteriorate nel corso del 2012». Così il presidente della Cassa di risparmio di San Miniato Alessandro Bandini fotografa il progetto di bilancio approvato dal consiglio di amministrazione, che il 23 aprile sarà sottoposto all’approvazione degli azionisti a cui è proposto con un dividendo di 0,060 euro per azione a fronte di un utile netto di 6,2 milioni. «La distribuzione tiene conto di tutte le indicazioni della Banca d’Italia e si accompagna a politiche di autofinanziamento e di accantonamento».
I fondamentali. Un’azienda in espansione per numero di clienti (+3.641 ovvero +3%) e masse intermediate (la raccolta totale raggiunge i 5 miliardi di euro facendo segnare un incremento del +7,6% e gli impieghi con la clientela salgono a 2,4 miliardi di euro con una crescita del 16%). «La crescita degli impieghi testimonia più delle parole che siamo stati al fianco delle famiglie e delle imprese – dice Bandini –. Come l’incremento della raccolta è il segno della fiducia accordata alla banca». In particolare, il dato relativo ai crediti erogati (+136 milioni di euro) è in controtendenza rispetto a quanto fatto registrare dal sistema bancario (-1,3%). Il patrimonio netto è 220 milioni di euro (in progresso di 41 milioni rispetto a fine 2011), il patrimonio di vigilanza ammonta a 238 milioni (+28 milioni), il rapporto tra patrimonio di base e attività di rischio ponderate (Tier 1 Capital ratio) è pari a 7,53% e il rapporto tra patrimonio di vigilanza e attività di rischio ponderate (Total capital ratio) si attesta al 10,26%.
I conti. Il margine di intermediazione della banca chiude a 152,2 milioni di euro, +55,1% rispetto all’anno precedente, alimentato dai migliori risultati delle componenti finanziarie e, pur in presenza di rigorose politiche di rettifiche di valore per deterioramento del portafoglio crediti (62,3 milioni di euro, +101,8%), il risultato netto della gestione finanziaria ammonta a 89,4 milioni di euro, contro i 65,9 milioni di euro del 2011 (+35,6%). Dal lato dei costi operativi l’istituto incassa una diminuzione dell’incidenza: 74,8 milioni di euro rispetto ai 75,4 milioni di euro del 2011, nonostante costi non ricorrenti per 4 milioni di euro che promettono risparmi nelle spese già a partire dall’esercizio in corso. «Il contesto in cui opera la banca è difficile per la crisi dell’economia reale e l’instabilità dei mercati finanziari – sottolinea Alberto Lang, vicepresidente Carismi –. La Cassa ha dovuto e ha saputo agire sulle leve principali registrando segnali incoraggianti nella crescita della produttività e delle masse intermediate».
Lo sviluppo. L’obiettivo rimane quello di potenziare tutte le leve e le condizioni di impresa necessarie al mantenimento dell’indipendenza e dell’autonomia della Cassa. È questo il leitmotiv che ricorre nelle parole degli amministratori Carismi. «I risultati sono il frutto del lavoro di squadra di tutto il personale. – afferma Silvano Piacentini, vicedirettore generale Carismi –. Vogliamo esercitare un ruolo importante in Toscana e puntiamo ad aprire nuove filiali. Ad aprile sarà operativo il nuovo sportello in centro a Lucca e stiamo valutando la presenza su Montecatini Terme».
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