Il Tirreno

Pontedera

Soccorsi in ritardo, ora c’è un esposto

di Sabrina Chiellini ; di Sabrina Chiellini
Soccorsi in ritardo, ora c’è un esposto

Le famiglie di Chiecinella isolate dal crollo di un ponte e da una frana accusano: «Troppe lentezze nel fare i lavori»

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PALAIA. Ora c’è anche un esposto presentato ai carabinieri di San Miniato per chiedere di accertare le eventuali responsabilità nell’episodio avvenuto l’altra mattina a Chiecinella, nel comune di Palaia, dove un pensionato colpito da un ictus è rimasto per quarantacinque minuti in attesa di un’ambulanza. Venti famiglie, quelle rimaste isolate dopo il crollo di un ponte sul Chiecina e una frana sulla strada alternativa delle Capannacce, hanno firmato una denuncia in cui dichiarano che il ritardo nei lavori di ripristino del ponte che si trova in via Vallicelle, al confine tra i Comuni di Palaia e San Miniato, ha creato in questi mesi molti disagi alla popolazione, compreso aver lasciato la frazione isolata per un eventuale soccorso di emergenza per cause di prima necessità. In particolare, si legge ancora nell’esposto, per soccorrere Vittorio Baldoncini, il pensionato colpito da un malore mentre era nella sua casa di via Vallicelle e ora ricoverato in prognosi riservata, è dovuto intervenire l’elisoccorso Pegaso per condurlo all’ospedale di Cisanello poiché le ambulanze non potevano arrivare a causa del disagio creato dal ponte franato il 9 ottobre 2012 e ancora non ripristinato.

«Abbiamo presentato questa denuncia – spiega Maurizio Baldoncini, figlio del pensionato colto da malore – perché siamo convinti che ci sia stata una grave negligenza da parte dei due Comuni e vogliamo che la procura accerti eventuali responsabilità». Le condizioni dell’anziano sono preoccupanti e questo aumenta l’amarezza di chi, l’altra mattina, si è trovato ad assistere al lungo intervento di soccorso. Perché, oltre alle frane e al ponte caduto e non ricostruito a distanza di cinque mesi, ci sono stati altri problemi nel portare avanti il soccorso.

L’Asl ha spiegato che il paziente avrebbe avuto comunque la necessità, viste le condizioni, di essere stabilizzato e trasportato a Pisa con l’eliambulanza. Tuttavia, dalla centrale c’è stato un problema nel localizzare da dove arrivava la richiesta di soccorso. E così la prima ambulanza, partita da Ponsacco, non è andata direttamente a Palaia ma è passata da Marti. Un percorso che ha di fatto allungato i tempi di intervento poi recuperati, secondo l’Asl, in un secondo momento con l’arrivo di Pegaso.

La centrale del 118 di Pisa non dispone di un sistema che aiuta a localizzare da dove arrivano le chiamate, almeno dai numeri fissi, evitando così che vengano confusi gli indirizzi, come potrebbe essere successo l’altra mattina. E poi c’è da chiarire se la centrale del 118 era stata informata che il paese vicino a via Vallicelle è isolato dall’inizio della scorsa settimana.

Duri gli attacchi rivolti al sindaco di Palaia: su Facebook un cittadino lo ha invitato a dimettersi. «In questi mesi non si è mai visto», ripete il figlio del pensionato colto da malore.

«Mi dispiace per quello che è successo – risponde il sindaco – penso però che il ritardo nell’intervento dell’ambulanza non sia strettamente legato alla viabilità e al ponte franato a ottobre. Come amministrazione comunale già dalla fine di ottobre abbiamo fatto una delibera di giunta per dare l’ok alla ricostruzione del ponte sul torrente Chiecina approvando progetto e finanziamento della spesa. Poi ci sono stati i tempi tecnici per far partire il cantiere. Sono tempi che possono sembrare lunghi ma sono quelli imposti dalle leggi, come Comune non possiamo sottrarci a certi meccanismi». Il cantiere per il ripristino del ponte è seguito dall’ufficio Lavori pubblici di San Miniato, più volte sollecitato in questi mesi a dare inizio ai lavori partiti solo una ventina di giorni fa.

Mentre la polemica si fa infuocata, alcuni cittadini segnalano che la frana che ha interrotto la provinciale da Palaia a Montopoli potrebbe essere legata al taglio sconsiderato di numerosi alberi i cui tronchi sono poi stati accatastati alla rinfusa.

Con l’arrivo della pioggia la zona dove il bosco è stato tagliato è stata interessata da frane e smottamenti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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