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Pontedera

Gattinoni, la Vespa e la tv: al museo Piaggio il made in Italy fa moda

di Andrea Lanini
Gattinoni, la Vespa e la tv: al museo Piaggio il made in Italy fa moda

di Andrea Lanini PONTEDERA Il Museo Piaggio si veste di atmosfere felliniane, evocando la più splendente iconografia che il grande e il piccolo schermo hanno regalato al Belpaese. Iconografia famosa...

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di Andrea Lanini

PONTEDERA

Il Museo Piaggio si veste di atmosfere felliniane, evocando la più splendente iconografia che il grande e il piccolo schermo hanno regalato al Belpaese. Iconografia famosa in tutto il mondo.

Si tratta di memorie di grandi dive, abiti da favola firmati da un prestigioso brand della nostra haute couture e in mezzo, signora tra le signore, la Vespa, immaginifico evergreen del design italiano.

Da domani al prossimo 3 maggio il Museo ospita la mostra “Gattinoni, la Vespa e la tivù. Il made in Italy è di moda”, a cura di Stefano Dominella, ad di Gattinoni Due e direttore scientifico dell'istituto Modartech di Pontedera, in collaborazione con la Fondazione Piaggio e il suo presidente Riccardo Costagliola e col patrocinio del Comune di Pontedera e della Provincia di Pisa. Stasera, alle 19, nella sala mostre del Museo Piaggio, l'inaugurazione dell'evento.

Dopo il successo della mostra “Gattinoni, la televisione è di moda”, che Dominella realizzò nel 2011 a Roma, a Palazzo Valentini, eccone una versione 2.0, reinventata attorno alle curve della creatura a due ruote disegnata da Corradino D'Ascanio.

In vetrina, accanto alle storiche Vespa, una parata di abiti disegnati da Fernanda Gattinoni, fondatrice dell'omonima maison, e indossati, in notissimi film e in alcuni dei programmi che hanno fatto la storia indimenticabile della televisione italiana, da Delia Scala (“Delia Scala Story”, 1968), Mina (“Teatro 10”, 1972), Alice e Ellen Kessler, Edy Campagnoli (“Totò, lascia o raddoppia”, 1956). E ancora si parla di Sandra Mondaini (“Sai che ti dico?”, 1972), fino ad arrivare a Raffaella Carrà, Enrica Bonaccorti, Milly Carlucci.

E, a suggellare l'incontro fatale tra femminilità e Vespa, ecco “La dolce vita”, 1960, qui evocati da uno degli abiti indossati nel film da Anita Ekberg, e da una Vespa 125 del '58, lo stesso modello su cui i paparazzi felliniani rincorrevano la bionda dea svedese e Marcello Mastroianni. Assieme a Gattinoni e Piaggio, un nuovo tuffo nella metafora poetica che fu quella Fontana di Trevi, nella Roma capitolina, quando la classe non era acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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