Sicurezza
Contro i ripetitori ipotesi boicottaggio delle compagnie
Infuocata assemblea dei residenti a San Romano frazione già provata dalle tante morti per leucemia
MONTOPOLI VALDARNO. Sarà una battaglia di logoramento e di lavoro “di sponda” quella che si prepara anche a San Romano in merito alle antenne. Dopo la prima riunione nel centro storico di Montopoli, infatti, anche la consulta sanromanese riunitasi mercoledì sera al circolo Arci “Torre Giulia” pianifica le prime mobilitazioni parallelamente all'azione dell'amministrazione comunale. Forme di protesta che, oltre alla semplice raccolta di firme, potrebbero abbracciare anche l'ambito del boicottaggio, con spostamenti in massa delle utenze da parte dei residenti verso altri operatori telefonici. A preoccupare la popolazione locale, anche nella frazione di San Romano, è la collocazione inedita, centralissima, richiesta per i tre ripetitori (uno della Ericsson per conto di “3” e gli altri della Telecom) che stando alle prime domande protocollate in Comune dovrebbero sorgere rispettivamente vicino allo stadio comunale della frazione, in via Molinaccio e in pieno centro storico dietro al cimitero (sito, questo, già contestato dall'amministrazione). Tutti siti molto vicini alle case e, soprattutto, a poca distanza dalle scuole.
E c'è già chi evoca i tanti casi di leucemia che per anni hanno accampato tristemente sulle pagine di cronaca per questo comune. «Questa, più che altro, rappresenta la fonte di tutte le nostre preoccupazioni – ha dichiarato il sindaco Alessandra Vivaldi, presente alla all'assemblea della consulta –. Il fatto che per la prima volta si cerchi di installare antenne in centro, in una zona che peraltro già dà molto sul fronte del carico elettromagnetico. Un tipo d'inquinamento sulla cui nocività non esistono prove». Il Comune, da parte sua, ha però già iniziato un tentativo di trattativa. «Ericsson, anch'essa interessata alla zona dello stadio a San Romano, si è dimostrata disponibile per una collocazione alternativa, sita nella zona artigianale del Pip. L'atteggiamento di Telecom invece è stato diverso – ha continuato il primo cittadino –. Non siamo tassativamente contro i ripetitori, già presenti nel territorio e situati in aree agricole, ma pensiamo che sia doverosa una trattativa che ripensi radicalmente queste ultime collocazioni, così a ridosso di luoghi sensibili come le scuole».
Fra le poche armi in mano all'amministrazione, che in questo caso si scontra con una legge nazionale e un iter autorizzativo che prevede l'intervento della sola Arpat, vi sarà con ogni probabilità il tentativo di redigere un piano territoriale e comprensoriale per i siti idonei, per il quale la discussione a livello comunale è già partita. «Abbiamo preso contatto con possibili consulenti e non escludiamo nessuna via – assicura Vivaldi –, ma parallelamente la società civile potrebbe mobilitarsi nelle sue forme». Una vera richiesta di collaborazione, se non d'aiuto, che è stata decisamente recepita dagli oltre cinquanta presenti.
La maggior parte propende per il boicottaggio degli operatori. Partirà in ogni caso una raccolta di firme.
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