Il dolore
Raccolta di firme contro Telecom
Cittadini in rivolta per la prevista installazione di due nuovi ripetitori accanto ad abitazioni e scuola
MONTOPOLI VALDARNO. Non c’è voluto molto, per il sindaco Alessandra Vivaldi, nel cercare e trovare l’appoggio dei cittadini nella battaglia contro le antenne. Un fronte compatto, per dire no ai due ripetitori da 27 metri ciascuno, che Telecom è decisa a installare a due passi dalle abitazioni e dalle scuole di Montopoli e San Romano. L’idea è quella di una raccolta firme, subito sostenuta dalla consulta del capoluogo riunita martedì sera in sala consiliare, e approdata ieri sera anche nella consulta di San Romano alla Torre Giulia. Una sala consiliare stracolma quella di martedì, preoccupata ma soprattutto infastidita dal comportamento di Telecom, che in base alla legge sulle telecomunicazioni, ha tutto il diritto di cercare accordi privati con i proprietari dei terreni, a prescindere dal parere degli enti locali.
Nel caso di Montopoli, infatti, la compagnia telefonica ha già in mano il contratto d’affitto con i due proprietari del terreno alle spalle del cimitero, a pochi metri dalle abitazioni e soprattutto dalla scuola media Galilei. «Tramite la consulta i cittadini promuoveranno una raccolta firme che sarà estesa a tutto il comune – spiega Vivaldi – con l’obiettivo di spingere Telecom a confrontarsi con noi per trovare soluzioni alternative. Il potenziamento dei servizi è fondamentale, ma chiediamo solo di allontanarsi dai centri abitati. Anche se non esistono prove certe sulla pericolosità delle antenne, la nostra filosofia è quella della precauzione».
Presenti all’incontro molti dei residenti di via San Sebastiano, i più vicini alla possibile antenna, oltre a numerosi genitori della scuola media, nonché alle famiglie delle piccole vittime colpite dall’ondata di leucemie che nel 2008 sconvolse il territorio Montopoli. Un’esperienza che nessuno ha dimenticato e che legittimamente accresce i timori verso ogni possibile fonte di rischio. L’insegnante Laura Geri, non a caso, ha proposto insieme alla petizione d’inviare anche una lettera a tutte le famiglie, «perché ci si ricordi di questa battaglia – ha detto – anche qualora una compagnia telefonica bussasse alla nostra porta per chiedere un terreno». In pratica, imparare a dire di no, per costringere le compagnie ad accettare i siti suggeriti dal Comune. Da qui la richiesta all’amministrazione per «individuare da subito delle possibili localizzazioni – dice il presidente della Consulta Fabrizio Bertini – in modo da suggerire zone idonee». Giuseppe Novino, consigliere del Gruppo Misto, ha lamentato «la mancanza di una pianificazione da parte del Comune, che poteva rappresentare – ha detto – l’unico strumento per mettersi al riparo dallo strapotere delle compagnie e tutelarsi nel caso di contenziosi giudiziari. Una carenza che deve essere colmata quanto prima incaricando tecnici indipendenti». Secondo il medico e consigliere comunale Massimo Tesi, «Telecom deve spiegare le ragioni dei siti scelti, in modo da poter suggerire altre soluzioni». Significativo, secondo Tesi, il caso di San Romano, dove l’antenna dovrebbe arrivare in via Mulinaccio. «Praticamente – dice – a 50 metri dalla scuola materna, dall’elettrodotto e della ferrovia con il relativo ripetitore. Fino ad oggi, purtroppo, su certi temi è mancata una visione unitaria».
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