La manifestazione
Quel patto che blocca opere per milioni
Il presidente dell’Unione Valdera a Roma per chiedere di sbloccare i vincoli di stabilità e poter dare il via ai cantieri
PONTEDERA. Se domani il Patto di stabilità venisse tolto, il Comune di Pontedera potrebbe pagare tutti i suoi fornitori: 9 milioni di euro alle imprese che hanno fatto lavori e che ancora non ricevono i soldi, perché bloccati nelle casse dell’amministrazione. Lucia Ciampi, insegnante e sindaco di Calcinaia potrebbe vedere realizzato il suo sogno: «La scuola – dice – devo costruire una nuova scuola». E Alessandro Cicarelli, per la “sua” Ponsacco potrebbe sbloccare quei progetti, i cui finanziamenti risalgono addirittura a 6 anni fa: «Farei subito la strada di collegamento interno in Val di Cava – sottolinea – alcune sistemazioni idrauliche nel capoluogo, ultimerei le zone industriali, farei la piazza davanti alle Poste, nella zona del cimitero». Ma, soprattutto, potrebbero essere fatte le manutenzioni alle strade, ai marciapiedi.
È per questo motivo che oggi il presidente dell’Unione Valdera Simone Millozzi sarà presente a Roma, all’iniziativa lanciata dall’Anci: o il governo dà una risposta entro la metà d’aprile o i Comuni forzeranno il patto di stabilità. Questo lo slogan che spinge i sindaci di tutta Italia a fare muro compatto. «Oltre a poter pagare le aziende che hanno lavorato per noi – dice Millozzi, riferendosi al suo Comune – potremmo ampliare la Galimberti con una struttura polivalente, fare gli spogliatoi al campo di Santa Lucia. Le nostre strade hanno bisogno di interventi strutturali, il maltempo e il sale che abbiano sparso per la neve ora rischiano di farle implodere. In un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo, c’è bisogno di segnali positivi: togliere questo vincolo, potrebbe esserlo, ma devono capirlo i nostri politici. Tranne il Pd, negli altri partiti vedo la mancanza di volontà nell’assumersi la responsabilità di governo».
Chi lamenta una situazione assai critica è Mirko Taddei sindaco di Lari. «Ho opere appaltate e fermate perché non ce lo permette il patto – dice – Sono il parcheggio a Croce di Casciana Alta e a Usigliano. Dobbiamo pagare lavori fatti per tre milioni di euro e poi ci sono una serie di opere che, senza il patto, potremmo realizzare: i marciapiedi a Perignano, la frana di Usigliano, il museo dinamico del Castello dei Vicari, il rifacimento della seconda cerchia muraria e le fognature e la pavimentazione del centro a Lari».
Questi ultimi tre hanno avuto finanziamenti dalla Regione, che ora il Comune di Lari rischia anche di perdere perché scadono.
Emilio Chiorazzo
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
