La manifestazione
Mercato, prematura ogni ipotesi
L’opposizione all’attacco: «Prima capiamo come sarà il piano del traffico»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Prima di parlare del mercato, è opportuno chiedersi perché, a distanza di pochi anni dalla sua realizzazione, occorra ancora una volta mettere mano al rifacimento di piazza Matteotti. È questa la posizione di Pdl e Centrodestra per Santa Croce in merito alla discussione sulla collocazione del mercato, dopo che un gruppo di ambulanti ha chiesto il trasferimento in viale Di Vittorio. «Una discussione prematura – dicono i capigruppo Letizia Quaglierini e Stefano Giannotti – perché prima è indispensabile capire quale sarà il nuovo piano del traffico dopo l'apertura dell'accesso alla Bretella del Cuoio. Viste alcune prese di posizione, ci pare che questo argomento serva più a certi personaggi che da tempo arrancano nella ricerca di attenzione».
Da qui la proposta a trasferire il dibattito sui problemi di piazza Matteotti, con il selciato ormai sconnesso realizzato alla fine degli anni ’90. «Sarebbe opportuno chiedersi, o meglio indagare – dicono Giannotti e Quaglierini – se i lavori eseguiti a suo tempo siano stati fatti a regola d’arte, se i materiali usati fossero adeguati e corrispondenti a quelli previsti nel progetto, ma soprattutto capire se chi doveva controllare ha controllato. Vista la situazione, ci chiediamo se tutto è conforme a quanto previsto e se il progetto fosse adeguato alla specificità di piazza Matteotti».
E aggiungono: «Il dato certo è che si continuano a sprecare soldi pubblici senza ritegno, e questo non depone a favore delle capacità di gestire la cosa pubblica da parte delle amministrazioni di sinistra. Piazza Matteotti non è altro che l'ultima tessera di un puzzle di incompetenze e sprechi, come la fontana di piazza Garibaldi, costruita, disfatta e poi ricostruita nell'arco di pochi anni, il Museo del Cuoio (costato ad oggi “solo” 2,3 milioni di euro) del quale non sappiamo ancora quale sarà il destino, la rotatoria di via Dante che ha contribuito all’abbattimento, non voluto, di un terrazzo e della cui utilità ci sono diversi dubbi, la ristrutturazione monca del palazzo comunale, e infine la realizzazione dell'isola ecologica che è costata una fortuna a differenza di quelle dei comuni limitrofi».
Da qui l’attacco, per quella che Quaglierini e Giannotti definiscono «una debacle delle amministrazioni di sinistra, che non sono riuscite a portare a compimento nessuno degli obiettivi, riuscendo solo a sprecare qualche milione di euro di soldi pubblici». (g.p.)
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