Italia
Le frane aumentano, ora sono 46
Per i danni del maltempo il sindaco di San Miniato aveva richiesto lo stato di emergenza, poi riconosciuto dalla Regione
SAN MINIATO. In seguito alla situazione che si è venuta a creare in questi giorni, a causa dell’ondata di maltempo che ha investito il territorio, il sindaco del Comune di San Miniato Vittorio Gabbanini ha avanzato ieri mattina la richiesta di stato di emergenza, poi riconosciuto in serata dalla Regione, e di sblocco del patto di stabilità.
«I danni sono ingenti – afferma il primo cittadino – e il nostro territorio è letteralmente “ferito” da smottamenti e frane conseguenti alle piogge di questi giorni, al momento ne abbiamo censite ben 46. La fragilità del nostro territorio e più in generale del nostro Paese è ormai nota. I fatti di oggi, con l’aggravarsi di alcune criticità, lo hanno ricordato a chi se ne fosse dimenticato e la previsione di nuove piogge ci allarma e preoccupa. Non è più tempo di indugiare e se deve essere individuato un punto da cui ripartire, con una economia sostenibile, questo non può che essere la manutenzione e la cura del nostro territorio ed in particolare la difesa del suolo. In questi giorni il nostro Comune è stato nominato in seno alla “Conferenza permanente sulla difesa del suolo” e in questa sede certamente porterò le problematiche degli enti locali e dei Comuni stretti tra emergenza e patto di stabilità, tra necessità di messa in sicurezza del territorio e messa in sicurezza dei conti pubblici. Una morsa dalla quale è difficile uscire senza un atto di coraggio della politica che decida quali siano le priorità. Non solo, mi attiverò a livello regionale, provinciale e insieme all’Anci. Per questi motivi ho ritenuto necessario chiedere lo stato di emergenza per il nostro territorio. Inoltre, da più parti e ormai da oltre un anno, i sindaci di tutti i Comuni italiani hanno chiesto e chiedono a gran voce uno sblocco del patto di stabilità che penalizza fortemente gli investimenti da parte degli enti locali e soprattutto le aziende che si trovano con crediti da riscuotere. Il tutto in un contesto di crisi economica generale, per cui riattivare la parte investimenti contribuirebbe in modo determinante a far ripartire una parte della nostra economia».
Gabbanini rimarca il fatto che non è assolutamente più sostenibile mantenere tali rigidità sul patto di stabilità quando quotidianamente gli enti locali si trovano a dover far fronte a emergenze che incidono in modo profondo sulla vita quotidiana dei nostri cittadini e sul futuro delle nostre comunità. «Si pensi ad esempio – prosegue Gabbanini – alla sicurezza stradale e degli edifici e ancora agli interventi da fare in stati di emergenza quali calamità naturali o difesa del territorio, situazioni imprevedibili con le quali molto spesso, soprattutto negli ultimi tempi, le amministrazioni sono costrette a confrontarsi e a dover trovare soluzioni di assoluta emergenza. Almeno questi interventi ritengo che devono portare alla rapida emanazione di una norma legislativa, per cui devono essere tenuti al di fuori dei rigidi meccanismi di calcolo del patto di stabilità».
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