Italia
QUEL GATTO UCCISO DALLA VELOCITÀ
Tutti i giorni, per più di una volta, percorro con la mia auto la Tosco- Romagnola, in direzione Cascina-Pisa, per raggiungere il mio posto di lavoro. Su questa strada larga e dritta che apre in due...
Tutti i giorni, per più di una volta, percorro con la mia auto la Tosco- Romagnola, in direzione Cascina-Pisa, per raggiungere il mio posto di lavoro. Su questa strada larga e dritta che apre in due le tante frazioni che si rincorrono ai suoi lati, tocco con mano che cosa siamo diventati: nonostante i pattugliamenti delle forze dell’ordine, i limiti di velocità poiché si tratta di centro urbano, le rotonde, i tanti semafori e i dissuasori, chi è alla guida appena può corre, distratto, quasi sempre, soprattutto se donna, al telefono, sorpassa due, tre auto, ciclisti, lascia sulle strisce i pedoni che esasperati, quando riescono ad attraversare addirittura ringraziano, come se il diritto di andare a piedi debba essere elemosinato e dunque concesso. Ci dimentichiamo che la strada è di tutti, principalmente di chi va a piedi, dei bambini, dei disabili e degli animali, già i nostri animali, cani e gatti che fanno parte delle nostre famiglie e che se hanno la sventura di capitare su quella strada-tritacarne (come la definisce il veterinario della mia famiglia) quasi sempre non hanno scampo. E così è stato per Ozy, la meravigliosa gatta di mio figlio Lorenzo, un adolescente. Ozy, una micia regale di razza Norvegese delle Foreste, sterilizzata , che a 5 anni, sabato mattina, appena uscita da casa, si è trovata intorno alle 7 su quella strada, forse ad inseguire un altro gatto, non lo sapremo mai. Alle 7 di mattina di sabato sulla Tosco-Romagnola non c’è nessuno e quindi correre è più facile, come anche sentirsi padroni di fare tutto quello che si vuole, anche di ammazzare un membro di una famiglia, perché questo rappresenta un animale domestico! Ammazzare, senza neanche frenare,un felino di 8 chili lungo 80 cm, con un colpo alla testa che lo ha ucciso all’istante. Non so chi sia stato, dopo, a trascinare Ozy sul ciglio della strada, se colui che l’ha uccisa o qualcun altro che ha avuto pietà di lei; quello che so è che l’ha trovata mio figlio, nei pressi del cancello della nostra corte, mentre andava a prendere l’autobus per andare a scuola. Gli altri vanno rispettati, la vita va rispettata, l’ambiente è di tutti: animali, bambini, giovani, disabili, anziani. Chi sente di essere potente perché da furbo non rispetta le regole è da biasimare perché disprezza la vita stessa, anche la propria.
Coralie Delliponti
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