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Pdl: «7 motivi per dire no al documento sul Distretto»

SANTA CROCE SULL’ARNO. L’ordine del giorno sul riordino del distretto conciario fa scattare le polemiche. Il centrodestra, che non lo ha votato, ha ricevuto accuse dalla maggioranza. E ora il Pdl...

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SANTA CROCE SULL’ARNO. L’ordine del giorno sul riordino del distretto conciario fa scattare le polemiche. Il centrodestra, che non lo ha votato, ha ricevuto accuse dalla maggioranza. E ora il Pdl replica. «Caro Ciaponi, basta con le bugie e le mistificazioni»: sono le accuse rivolte al sindaco di Santa Croce sull’Arno. «Noi – prosegue l’attacco al primo cittadino – siamo dalla parte degli imprenditori molto più di te e della tua coalizione. Abbiamo votato contro questo ordine del giorno perché non racconta le cose nel modo giusto». E snocciolano i motivi che hanno portato alla scelta politica: «Gli indicatori positivi per l’economia regionale dati dal distretto sono tali per merito del tessuto produttivo e non certo per la burocrazia e la vessazione fiscale della Regione Toscana che in questi tempi di crisi, unica tra le regioni ha aumentato l’Irap di un punto», dicono. E, ancora: «È sottaciuta la valenza ambientale del comparto conciario che, grazie al depuratore di S. Croce sull’Arno, riesce a far risultare non inadempienti tutti i depuratori della Toscana, riguardo alla rimozione dell’azoto e del fosforo». Il Pdl punta il dito anche contro il Governatore della Toscana «che fa addirittura ricorso al Consiglio di Stato per installare il pirogassificatore a Castelfranco – prosgue il Pdl – non si sogna di concedere ulteriori autorizzazioni ad Ecoespanso, rendendo possibile la chiusura del ciclo dei rifiuti conciari e ottimizzando i costi. Nel comprensorio, che piaccia o no, c’è già un termovalorizzatore, non ne occorrono altri. E La Regione Toscana, nelle sue politiche all’estero, non ha investito che pochissimi euro, nel nostro distretto, dei molti milioni spesi nella promozione delle produzioni toscane. Se , come auspichiamo, le province spariscono non riteniamo necessaria la figura di una “badante” per la governance del distretto. Non sarà che si cerca una poltrona per qualche politico a fina carriera?», si chiedono. E poi continuano con le motivazioni: «La sinistra è dalla parte degli imprenditori non avendo ancora dopo 8 anni dall’inizio delle procedure approvato il Regolamento Urbanistico per favorire nuovi insediamenti produttivi e artigianali? Con le infrastrutture che risalgono al Mille? Usando i finanziamenti per la via Francigena per farla crollare, come accaduto a Poggio Adorno? “Fare sistema” non deve essere il mezzo per una continua stucchevole propaganda elettorale o il modo per tenere ingabbiati in procedure obsolete le realtà produttive ma il riconoscimento a una capacità imprenditoriale e occupazionale di eccellenza che caratterizza il nostro territorio».

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