Il Tirreno

Pontedera

Nasce in salita la Strada del Tartufo

di Giacomo Pelfer
Nasce in salita la Strada del Tartufo

Associazioni divise rispetto al decollo del progetto. Tra chi non ha aderito ci sono i cercatori rappresentati da Cucchiara

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SAN MINIATO. La Strada del Tartufo divide le associazioni di San Miniato. Una strada in salita, approdata sabato pomeriggio, nei locali di Villa Sonnino, alla costituzione di un comitato promotore promosso da Cesare Andrisano di San Miniato Turismo e da Andrea Ferreri del Comitato eventi cigolesi.

L’obiettivo è quello di creare la prima Strada del Tartufo intesa come veicolo di promozione del territorio, sul modello delle Strade del Vino, dell’Olio e dei Sapori.

L’appuntamento di sabato, tuttavia, ha segnato una frattura nel fronte di associazioni che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbero dovuto farsi portavoce della proposta. A pesare era soprattutto l’assenza dei tartufai, che già nel dibattito di un anno fa, sempre a Villa Sonnino, avevano espresso dubbi sull’idea della Strada.

Stavolta, però, a non convincere sembrano essere stati soprattutto modi e tempi dell’incontro. «Avevamo invitato il presidente Salvatore Cucchiara – ha detto in apertura Cesare Andrisano – e pensavamo che sarebbe venuto, lui o qualcun altro dell’associazione». Opposta la versione di Cucchiara: «Non mi è stato detto niente – dice –. Ci hanno inserito fra i promotori senza neanche sentirci. Sembra quasi che abbiano voluto fare da soli dopo che già l’anno scorso avevamo espresso dubbi, in linea tra l’altro con le parole dell’assessore regionale all’agricoltura. Che si facciano sinergie per promuovere il territorio con il tartufo va bene, ma il modello Strada non funziona, semplicemente perché il tartufo non ha produttori e non può avere, quindi, attrattive lungo la strada. È stato soprattutto il modo di fare, però, a darci fastidio».

Una mancata comunicazione anche a detta dell’associazione Colli di San Miniato, mentre l’associazione dei Ristoratori, con il presidente Daniele Fagiolini, dice di averlo saputo «solo giovedì sera», e di non aver sottoscritto l’accordo «perché - spiega – in questo momento c’è bisogno di chiarezza, e per adesso preferiamo aspettare. Per il futuro non escludiamo niente».

Una decina, comunque, i firmatari del Comitato promotore, in rappresentanza di 5 associazioni: San Miniato Turismo, associazione Gori, Comitato eventi cigolesi, Vignaioli e Commercianti di Tartufo, che hanno espresso invece la necessità di andare avanti, «a prescindere dai tartufai – ha detto Claudio Savini – che non hanno mai fatto niente per l’immagine del tartufo».

«Prendiamo atto dell’assenza – ha detto Andrisano – ma in questo momento, con un calo di quasi il 9% di presenze turistiche, c’è bisogno più che mai di promozione. Non si può pensare che il tartufo si venda da solo. Abbiamo un territorio con tante eccellenze ma nessuna di queste è a sistema».

«Il nostro obiettivo è creare una rete completa – ha aggiunto Andrea Ferreri –: mettere al centro il tartufo per far conoscere tutto ciò che offre il territorio: dall’arte alla cultura, dall’agricoltura alla pelle».

Presenti all’incontro anche l’assessore Giacomo Gozzini e il consigliere regionale Pier Paolo Tognocchi, per il quale «occorre chiarire il ruolo di San Miniato Promozione, perché la Strada – ha spiegato – non può compensare quello che manca.

Credo che il tartufo sia un prodotto particolare da applicare alla normativa regionale sulle Strade: sarebbe meglio aspettare la nuova legge e allargare il progetto come Strada dei Sapori. Non dico di non farla, ma di partire con il piede giusto».

Simone Tarducci, dirigente allo sviluppo rurale della Regione, ha suggerito invece di fare comunque il primo passo, «perché è vero – ha sottolineato – che in Toscana ci sono Strade che non funzionano, ma ce ne sono anche tante che fanno cose bellissime: dipende dalle persone. Le Strade costano poco e rendono tanto, perché permettono di portare nel mondo i tanti angoli di Toscana sconosciuti al pubblico internazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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