Lutto
Il teatro-baratto fa il pieno Così la gente torna in sala
Chiude con grandi numeri la rassegna sperimentale di Pomarance Il regista: è l’inizio di un percorso per non far chiudere questi luoghi di cultura
POMARANCE. Andare a teatro non costa. Oppure lasciare un’offerta solo se lo spettacolo piace, o ancora presentarsi in sala con un dolce, una pizza, una bottiglia di vino a mo’ di scambio. Il teatro-baratto fa il tutto esaurito o quasi in quel di Pomarance e l’atmosfera della sala dei Coraggiosi torna a pullulare di spettatori di tutte le età, grazie alla rassegna sperimentale “P.arte da noi”. Tre gli spettacoli con cui la compagnia locale Officina Papage scommette su questa nuova formula giunta alla sua conclusione. Una fine col botto che ha visto in sala oltre duecento studenti delle scuole superiori di Pomarance e Volterra.
«Lo spirito della rassegna è quella di fare nel tempo un percorso – dice Marco Pasquinucci regista di Offcine Papage – un progetto a lungo termine; cioè se ti organizzo una rassegna low budget, anzi in questo caso gratuita, con artisti che hanno creduto nell'iniziativa e che ringrazio moltissimo, il risultato è che un sacco di persone poi vengono a teatro, vedi che la gente c’è». E aggiunge: «L’investimento è di lavoro, di contatto, nel portare le persone a teatro, non basta dire “metto dei soldi”, il fatto che in tre appuntamenti si sia riempito il teatro è frutto di un percorso di rete anche legato alla residenza teatrale».
La formula sperimentale accorcia le distanze tra la gente, la cultura e il teatro. Impedendo alla sala un declino, come già avvenuto in altre parti. Un modo per provare che la cultura conta: 450 circa gli spettatori totali delle tre serate di “P.arte da noi”, tutti hanno lasciato il loro contributo, anche culinario; e nelle repliche mattutine per le scuole poco meno di 500 ragazzi curiosi.
Alla seconda replica dell’ultimo appuntamento con lo spettacolo “Civediamoaldiperdì” di Elisabetta Granara, Chiara Valdambrini e Roberta Testino, con Sara Allevi, Elisabetta Granara e Elisa Occhini, tecnico luci e audio Carlo Cicero, assistono oltre duecento ragazzi e ragazze provenienti dalle scuole superiori di Pomarance e Volterra. «Bello sì – affermano senza esitazione Elena e Caterina, 18 anni e future ragioniere – ci piace che alterna parti più discorsive a momenti di divertimento totale». Si può diventare adulti senza soffrire? Magari imparando a fare bene la spesa. «Anche noi ci siamo divertiti – dicono quasi in coro Lorenzo e Herbi, seconda Itis – sicuramente poter venire a teatro senza spendere è un modo che avvicina soprattutto noi giovani».
Ed Elisa e Anita, terza liceo scientifico aggiungono: «Interessante come gli attori giocavano con i suoni delle padelle e delle forchette». I giovani in sala seguono. «La formula del senza biglietto è un modo che non solo ci spinge a teatro, ma che ci permette anche di appassionarci». E magari un giorno questi studenti diventeranno degli attori.
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