Al via i lavori di ampliamento al cimitero del Castellare
SANTA CROCE. Sono iniziati i lavori di costruzione per l’ampliamento del cimitero del Castellare a Santa Croce sull’Arno. La costruzione, che è in totale continuità con la parte di ampliamento del...
SANTA CROCE. Sono iniziati i lavori di costruzione per l’ampliamento del cimitero del Castellare a Santa Croce sull’Arno. La costruzione, che è in totale continuità con la parte di ampliamento del complesso già realizzata, è ritenuta indispensabile per garantire il crescente bisogno di spazi per sepolture.
L’importo dei lavori ammonta a 565mila euro. Questa la cifra alla base dell’appalto tra Morfeo Spa, che è concessionaria del Comune di Santa Croce sull’Arno, e la cooperativa L’Avvenire 1921. Saranno costruiti 280 loculi e 329 ossarini. Il tutto per una fine dei lavori stimata per ottobre.
Con questo intervento, in particolare, si completa il corpo di fabbrica che chiude i due bracci paralleli a formare una grande “U” rovesciata con la realizzazione di loculi, ossari, cappelle votive, fosse a terra e relative sistemazioni, collegamenti verticali, anche meccanizzati e impianti tecnologici sul fronte opposto all’antico ingresso di via del Castellare secondo moduli disposti su due corpi di fabbrica ambedue su due piani affiancati e distaccati da un elemento scenografico che chiude la prospettiva longitudinale del complesso cimiteriale.
«Si tratta di un’opera indispensabile per garantire il soddisfacimento del crescente bisogno di sepolture, nelle diverse tipologie, che si registra da tempo e che è dovuto anche all’incremento della popolazione del nostro Comune». è quanto sotiene il sindaco di Santa Croce sull’Arno Osvaldo Ciaponi.
L’intervento è anche l’occasione per mettere in luce i vincoli di spesa a carico dell’amministrazione comunale per mezzo del Patto di stabilità. «Un’opera che è possibile realizzare grazie alla concessione del servizio a suo tempo fatta in favore di Morfeo Spa e che, al contrario, oggi non avrebbe potuto essere fatta in forma diretta dal Comune – dice Ciaponi – a causa della riduzione drastica delle risorse a disposizione e dei vincoli assurdi e non più sopportabili del patto di stabilità».
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