Finanza
«Voglio giustizia per la morte di Chiara»
In tribunale il drammatico racconto della madre della ventenne uccisa da un melanoma non diagnosticato in tempo utile
PONTEDERA. La tragedia della morte di Chiara Moretti, uccisa a soli 20 anni da un melanoma non diagnosticato in tempo, rivive in tribunale attraverso la drammatica testimonianza della madre, Tiziana Cecconi, durante il processo che vede a giudizio con l’accusa di omicidio colposo il dottor Stefano Malloggi, medico dell’ospedale Lotti di Pontedera. Le sue parole sono precise, lei ricorda bene come ha avuto inizio la tragedia. «Chiara aveva questa lesione vicino al reggiseno, le dava fastidio con lo sfregamento, ci siamo rivolti all’ospedale Lotti», è tornata con la memoria al luglio del 2009 quando Chiara - era l’inizio di un percorso senza ritorno terminato con la morte della giovane il 18 aprile 2011 - chiese alla madre di accompagnarla da un medico. La prima dermatologa a visitare Chiara - tra i testimoni sentiti dal giudice monocratico del tribunale di Pontedera, Angelo Perrone - vide la lesione sulla pelle e prescrisse una visita chirurgica prioritaria per sospetto melanoma.
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