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Pontedera

la polemica

Via San Michele negata alla storica “giostrina”

SANTA MARIA A MONTE. «È dal 1938 che la mia famiglia fa questo lavoro, tre generazioni che hanno sempre avuto un legame speciale con Santa Maria a Monte, adesso che abbiamo passato le redini ai...

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SANTA MARIA A MONTE. «È dal 1938 che la mia famiglia fa questo lavoro, tre generazioni che hanno sempre avuto un legame speciale con Santa Maria a Monte, adesso che abbiamo passato le redini ai nostri parenti non accettiamo un trattamento del genere». Non si dà pace Alba Santoni, per decenni titolare della giostrina (e poi dell'autoscontro) che per anni ha allietato il periodo della Pasqua in piazza della Vittoria e in via San Michele, dopo l'ennesimo rifiuto da parte dell'amministrazione di rimettere la sua giostra nel parcheggio a metà della salita. «Un parcheggio, quello di via San Michele, che è stato realizzato per la prima volta da mio padre, Vittorio Santoni, quando ancora al suo posto vi era solo un cumulo di macerie – racconta la ex giostraia –. Per tanti anni abbiamo fatto divertire generazioni di santamariammontesi. Il primo sindaco che ci sloggiò da piazza della Vittoria fu Diomelli, negli anni '80, e malgrado questo non ci demmo per vinti, mettemmo su la piazza, poi rifinita dalla Provincia e dal Comune, e per tanti anni siamo stati lì, finché l'assessore Parrella, giunta Vellone, non decise di cacciarci a Ponticelli». Oggi, dopo molti anni passati a Ponticelli, l'ultima generazione della famiglia vorrebbe tornare in San Michele. «Sono ormai tre anni che a Ponticelli, che secondo i piani dell'amministrazione dell'epoca avrebbe dovuto far concorrenza alla fiera a Pontedera, non ci sono giostre – continua la signora –. Adesso, passate le redini alla famiglia Faccani, conosciuta anche in paese dove abbiamo molti amici fatti in tanti anni, vorrebbe semplicemente riprendere a fare il lavoro che abbiamo sempre saputo fare, nella sua sede naturale, a San Michele. Un sito che nel 2010 è stato definito idoneo ma che l'amministrazione ancora ci nega accampando scuse».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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