Italia
Dagli opifici dismessi il volto nuovo di Ponsacco
Si chiama rigenerazione urbana: 4 progetti promossi dalla giunta trasformano le vecchie fabbriche del centro in alloggi, negozi e aree sosta
PONSACCO. Quattro progetti che cambieranno il volto della cittadina del mobile, che trasformeranno i vecchi immobili delle attività produttive in alloggi, strutture ricettive e locali commerciali. Ma che racconteranno, allo stesso tempo, la storia del passato. Sono i quattro progetti “promossi” dall’amministrazione comunale, al termine del bando che aveva come tema proprio la rigenerazione urbana. Un bando emesso lo scorso luglio, chiuso a novembre e che aveva, come obiettivo principale, quello di un’espansione della città, programmata nel numero e nella qualità delle proposte. E, soprattutto, senza un ulteriore consumo di suolo, ma recuperando strutture che già esistono.
Il bando. Tutto è partito da un censimento che ha registrato, nel territorio di Ponsacco, almeno 115 strutture, di attività produttive che potevano essere interessati al bando, che Ponsacco ha emesso per primo in Toscana. Le richieste del bando erano semplici: lavorare sulle strutture esistenti; conservare quanto più possibile le radici, anche la vocazione produttiva, ma con l’inserimento di strutture residenziali. Anche in questo caso, un limite: massimo 100 abitanti per progetto. Questo e altri parametri (come il ricorso alla bioedilizia e alle tecnologie) davano un punteggio che poi ha formato una graduatoria. Quattro i progetti promossi, un paio sono stati accantonati, in attesa -probabilmente - di un prossimo bando.
I vincitori. Il primo progetto è legato alla trasformazione dell’edificio della ex Ghelli e Chiarugi, in via Primo Maggio, nella zona Coop: sviluppa su tre piani, prevede un ampio parcheggio e un collegamento con il resto del quartiere. Il muro in pietra oggi esistente rimarrà anche con il nuovo progetto.
L’altro “contenitore” vuoto è in via Baracca a Le Melorie, proprio all’uscita della Fi-Pi-Li: si tratta dell’ex azienda Pop, di Olinto Pucci. Qui la riconversione sarà totale: un’area aperta con due edifici in linea, uno residenziale, l’altro commerciale e turistico-ricettivo.
Manterrà le caratteristiche originarie prima del capannone, invece, la struttura della Oscar Pratelli, lungo via Valdera P. Quella che è stata una pietra miliare della storia del mobilio ponsacchino, avrà percorsi pedonali e ciclabili per collegare la struttura a via San Piero, parcheggi interni, e strutture residenziali che proporranno tipologie moderne, stile loft. L’area, che complessivamente copre 1uindicimila metri quadrati per un terzo sarà interessato dal progetto, nello spazio restante, oltre ai servizi, verranno mantenute le attività produttive attuali: la vetreria Tolomei all’interno, gli esercizi commerciali all’esterno.
Infine, nell’angolo tra via Primo Maggio e via Veneto, la struttura dell’ex vetreria Bernacchi, dismessa da tempo, finirà di essere un rudere nel bel mezzo del centro storico. Lo spazio più ristretto, ha costretto i progettisti a prevedere un volume stretto e lungo in mezzo alle abitazioni.
Gli esclusi. Due progetti, tra quelli presentati, sono rimasti fuori dalla graduatoria. «Non avevano i parametri che erano stati richiesti – spiega il vicesindaco di Ponsacco Floriano Baldacci – ma erano comunque dei validi progetti e possono partecipare al prossimo bando che emetteremo».
Ponsacco è stato il primo comune della Toscana ad affidare a questi bandi la programmazione dei prossimi anni. Lo ha fatto con lungimiranza. «Intanto abbiamo deciso di proseguire per gradi – spiega Alessandro Cicarelli, sindaco di Ponsacco – non mettendo in campo tutto il numero degli abitanti, previsti dalla Regione per l’espansione. Ma lo faremo un po’ per volta, con altri bandi, parziali, come questo. Ci permette di calare nella realtà del mercato, le esigenze dei progettisti e degli investitori».
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