Attenzione
Crisi Cdc, dimenticati i lavoratori della logistica
Pontedera, per il segretario provinciale della Uilm non possono pagare per tutti Casati: «Chi pensa di escluderli dovrà fare i conti con loro e il sindacato»
PONTEDERA. «Un’eterna telenovela», così il segretario della Uilm provinciale Marcello Casati definisce la crisi di Cdc Spa. Al di là delle attese per la proposta di concordato con continuità aziendale, annunciata dall’Ad del colosso informatico di Gello Enrico Dell’Artino, e che promette di dare una prospettiva di lavoro a un centinaio di addetti, resta il carico di persone messe fuori dal circuito dell’azienda.
«L’impegno profuso da Dell’Artino e dai suoi collaboratori, per cercare di dare un minimo di futuro a un’azienda abbandonata a se stessa dalla proprietà va elogiato – dice Casati –. Apprezzo invece molto meno chi ha lasciato i lavoratori senza stipendio per non aver voluto anticipare quello che invece fanno molte aziende, che non comprano alberghi e palazzi, nei confronti dei loro dipendenti, pur avendo dei mutui salati da pagare. Del suo discutibile comportamento il “presidente del popolo” Giuseppe Diomelli alla fine dovrà rendere conto al “popolo”. Come occorrerà rendere conto di quale sarà il futuro dei lavoratori della logistica, i quali da anni si sono rimboccati le maniche per cercare di salvare una nave che faceva acqua da più parti, con il risultato che oggi loro sono tutti a casa, mentre quelli che erano al riparo delle mareggiate, stanno chiedendo di essere salvati dal naufragio».
«Come quando una mongolfiera perde consistenza per il troppo peso, si getta via quello che è di troppo – conclude Casati –. Ma in questo caso si tratta di persone che hanno sempre lottato per tutti e non solo per sé. Se qualcuno pensa di escluderli, ritenendo che oramai non fanno più parte del Gruppo, non conosce bene questi lavoratori».
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