Attenzione
«Nessun piano del Comune»
Montopoli Valdarno: i consiglieri Vanni e Novino all’attacco
MONTOPOLI VALDARNO. «Quello che avevamo preannunciato in un volantino nel mese di dicembre, sfortunatamente si è avverato. Non una, come temevamo, ma due antenne sorgeranno vicino alle scuole».
A parlare sono Maria Vanni e Giuseppe Novino del Gruppo Misto. «Alla luce di quanto dichiarato dal sindaco Vivaldi – spiegano i due consiglieri comunali – vogliamo ricordare che il 15 febbraio i consiglieri di maggioranza hanno approvato i criteri localizzativi previsti da un articolo della legge regionale n.49 del 6 ottobre 2011 in materia di impianti di radiocomunicazione che entreranno in vigore quando la delibera della variante al regolamento urbanistico diverrà efficace. Questo articolo contiene al suo interno delle contraddizioni, tanto che noi ci siamo opposti. Infatti, afferma che alcune aree sono da escludere dall’installazione di tutti i tipi di impianto, salvo subito dopo dire che le installazioni degli impianti di telefonia mobile, in virtù delle necessità di copertura e individuando soluzioni che minimizzano le esposizioni, possono derogare a questo vincolo. La Regione poteva superare i limiti della legge Gasparri indicando come strumento il piano della telefonia con criteri moderni (mappe di copertura, visibilità ottiche degli impianti, calcoli dei livelli di impegno della potenza di una stazione radio base, ecc.) che avrebbero consentito di rispondere sia ai criteri di minimizzazione e quindi di tutela della salute che alla definizione della idoneità tecnica dei siti su cui installare gli impianti. Questo non è stato fatto, però la legge regionale contiene alcuni punti che i Comuni possono utilizzare per non subire la scelta di istallazione da parte delle compagnie telefoniche.
Il Comune, invece, proponendo solo criteri di tipo urbanistico e non effettuando una seria pianificazione, di fatto concede ai gestori la scelta delle localizzazioni. Avremmo voluto una pianificazione scientificamente e tecnicamente corretta in modo da rispondere sia al principio di precauzione richiamato più volte dalla legge regionale, sia alle esigenze tecniche di copertura dei servizi».
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