Il Tirreno

Pontedera

La corona di Napolitano per Teresa Mattei

La corona di Napolitano per Teresa Mattei

Oggi il rito funebre privato. Il ricordo degli studenti: «Ci ha insegnato ad amare la Costituzione»

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LARI. C’è stato un composto ma continuo viavai, ieri, per tutto il giorno, nell’abitazione della famiglia Mattei, a Usigliano per rendere omaggio alla salma di Teresa, “Teresita”- ultima donna rimasta in vita tra le deputate dell’assemblea costituente.

Teresa Mattei è deceduta martedì’ pomeriggio, a 92 anni. Ieri, politici, autorità, militari e semplici cittadini, soprattutto giovani, hanno voluto tributare l’ultimo saluto alla donna che ha attraversato quasi un secolo di vita politica del nostro Paese. Oggi, in forma strettamente privata, per volontà della famiglia, ci sarà un rito funebre civile. Poi la salma sarà trasferit a a Livorno, per la cremazione. Nell’abitazione di Usigliano è arrivata anche una corona, inviata espressamente dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. È stato il prefetto di Pisa Francesco Tagliente afar visita alla famiglia Mattei, portando anche il cordoglio del Capo dello Stato. Insieme con lui sono stati a rendere omaggio alla “ragazza di Montecitorio” il presidente della Provincia Andrea Pieroni, il sindaco di Lari Mirko Terreni, l'assessore provinciale Gabriele Santoni. Presenti due carabineri in alta uniforme e altri rappresentati dell'Arma . Numerosi i messaggi di cordoglio : dalla segreteria della Cgil di Pisa (un omaggio a una delle prime donne iscritte all’Udi); dalla neodeputata Pd Maria Chiara Carrozza («continueremo a difendere i valori che lei ci ha insegnato). E poi un messaggio che arriva dagli studenti dell’Itis Marconi di Pontedera che, con Teresa Mattei avevano collaborato nelle loro aule. « Non si negava mai ai più giovani, Teresa. Più volte gli studenti del “Marconi” l’hanno incontrata per ascoltarla e filmarla. Era inflessibile nel parlare, non lasciava trasparire emozioni, mostrava lo stesso rigore morale che ha contraddistinto la sua vita. Di questo i giovani si rendevano conto e ne erano un po’ intimoriti. Resistenza, razzismo, diritti: di tutto amava parlare Teresa. Non si negava raccontando la sua vita, il fratello ucciso, gli amici morti nella Resistenza. Era una testimone eccellente. Tutto, però, veniva ricondotto alla Costituzione, ciò per cui aveva speso l’esistenza. Teresa amava la Costituzione e voleva che i giovani la amassero, che gli insegnanti la facessero propria e la facessero studiare sui banchi di scuola, perché la Costituzione ha in sé la vita dello Stato ma soprattutto quella di ogni cittadino. Durante l’ultimo incontro, davanti alle foto ingrandite delle donne che avevano fatto la Resistenza, fece 2 richieste. Con le veline che già imperavano in tv, chiese alle ragazze di accettare le rughe e di essere donne senza essere eroine; invitò a pretendere una scuola che si mettesse al servizio degli studenti e non gli studenti al servizio della scuola. Poi concluse: «la storia è fatta dai disobbedienti, disobbedire a leggi ingiuste non è un reato».

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