Sicurezza
Dini i fratelli inventori alla corte di Archimede
Pontedera, il settimanale Topolino racconta il sogno in 3D dei due ingegneri «Crediamo fermamente che questo sia il futuro dell’architettura»
PONTEDERA. «Non ci siamo arricchiti perché teniamo l’aspetto di business sullo sfondo, un po’ come Archimede Pitagorico, che non chiede mai denaro a Zio Paperone in cambio di un’invenzione. Abbiamo realizzato una serie di invenzioni che partivano da un’esigenza economica, ma per noi il vero motore era la sfida tecnologica, trovare la soluzione migliore con la quale risolvere un problema». Si presentano così Riccardo ed Enrico Dini ai giovani lettori di Topolino. I due fratelli ingegneri di Pontedera pionieri della stampa 3D, titolari della Dinitech Spa, che con la loro tecnologia pensano in grande: vogliono stampare case, anche sulla luna. E lo fanno in compagnia del più geniale dei personaggi nati dalla penna di Walt Disney: Archimede.
Le case in questione saranno costruite con l'ormai affinata tecnica della pietra stampata, più versatile e addirittura resistente del cemento armato, realizzata artigianalmente a partire da sabbia riaggregata e da una miscela di sali. Nella realizzazione non viene impiegato né cemento né ferro, bensì unicamente una grandissima stampante a tre dimensioni che passaggio dopo passaggio muta i granelli in roccia.
Un sogno che si è fatto tecnologia. Tra le attestazioni che la strada indicata dai fratelli Dini ha prospettive importanti dagli Stati Uniti è arrivato il premio come una delle 27 migliori invenzioni del 2012 a livello internazionale.
«Credevamo e crediamo fermamente che questo sia il futuro dell’architettura – affermano i fratelli Dini –. L’obiettivo era e rimane ancora oggi costruire una macchina da cantiere, come una gru: si monta, si attacca la spina e via». Che aggiungono: ««In parallelo con il lavoro di sviluppo, abbiamo pensato di lavorare alla nostra tecnologia per come essa è oggi, non per come vorremmo che fosse. Risultato, per esempio, insieme a un architetto australiano abbiamo realizzato barriere coralline».
Ed è sulla base di questa tecnologia che i fratelli Dini hanno realizzato “Radiolaria”, l’installazione alta ben otto metri e cinquanta centimetri con cui il Comune di Pontedera avrebbe dovuto abbellire una delle rotatorie d’ingresso alla città. L’accordo con l’amministrazione guidata da Millozzi è del 2010. Ma a Palazzo Stefanelli, evidentemente, se ne sono dimenticati. La scultura giace da due anni in un capannone in attesa di conoscere il suo futuro.
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