Il dolore
Denunciato dalla ex dopo anni di botte
La donna ha sopportato le sopraffazioni per amore della figlia e l’ha denunciato quando lei ha avuto 18 anni
PONTEDERA. Vent'anni di violenze e soprusi e un matrimonio che diventa un incubo. La prima volta che il marito, un artigiano, l’ha picchiata, tanti anni fa, era incinta della loro figlia. Ogni scusa era buona per innescare scenate. Offese, la voce che si fa sempre più grossa, le minacce. E infine - una triste sequenza - le botte.
Neppure la separazione è riuscita a “salvare” la donna dal’ex marito che finora si era perfino rifiutato di abbandonare la casa coniugale oltre che di versarle l'assegno mensile stabilito dal giudice. E lei, come poi ha ammesso in lacrime, aveva accettato questo calvario per amore della figlia, per la tranquillità familiare. Un incubo durato fino a quando la figlia non è diventata maggiorenne.
Fino a quel momento, infatti, l’ex moglie non aveva trovato la forza - e su questo contano molti mariti e fidanzati violenti - di denunciare. Di raccontare come era difficile la convivenza con un uomo dal quale neppure una separazione l’aveva allontanata.
Ora, per liberare una donna dai soprusi è arrivata un'ordinanza di allontanamento dalla casa familiare dell'uomo, un pontederese di 52 anni. Ad eseguirla sono stati gli agenti del commissariato e di fatto questo provvedimento costituisce un passo importante nell’iter che scatta per arrivare a denunciare un presunto stalker.
Dopo la denuncia presentata dalla donna il personale del commissariato di polizia di Pontedera ha accertato che tutto quello che la donna aveva finalmente trovato il coraggio di mettere nero su bianco era vero: effettivamente lui nonostante la separazione legale ottenuta negli anni passati si era sempre rifiutato di lasciare l'abitazione e aveva continuato a convivere con l'ex moglie. Sono quindi stati ricostruiti numerosi episodi avvenuti all’interno delle famiglia.
Alla fine l'ex coniuge è stato denunciato per i reati minacce, lesioni, ingiurie e stalking ed è stato costretto a lasciare l'abitazione.
Una storia significativa di come le donne riescono a sopportare anche per anni violenze e sopraffazioni che si consumano tra le pareti domestiche. Non sempre le vittime di mariti o fidanzati o ex violenti trovano subito la forza di denunciare.
E a volte finisce in tragedia, come dimostrano sempre più spesso le cronache di donne uccise da uomini che non riescono a rispettare le donne che hanno scelto anche come madri dei loro figli.(s.c.)
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