Attenzione
Le provocano un danno con un’operazione
L’Asl risarcisce una donna con 32mila euro: commesso un errore durante un intervento al Lotti
PONTEDERA. Le ci sono voluti cinque anni: un percorso di sofferenza e anche di arrabbiature. Tre anni per trovare la forza di denunciare il danno subito, altri due per attendere il responso dell’azienda sanitari.
Ma, per fortuna, ha evitato una trafila fatta do giudici e di avvocati. Di aule giudiziarie. Quel braccio di ferro con i medici dell’ospedale “Lotti” di Pontedera, l’ha vinto lei.
Le sono stati riconosciuti i danni, che un’equipe del reparto di ostetricia e di ginecologia, le hanno procurato. Tanto che l’azienda Asl ha dovuto piegarsi al risarcimento che è stata obbligata a versare alla paziente: trentamila euro.
La storia. L’operazione chirurgica risale al maggio del 2008. Ed è stata effettuata nell’unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale pontederese. La donna, sottoposta all’operazione - le cui generalità non sono state rese note, per motivi di tutela della riservatezza - dopo l’intervento ha denunciato danni fisici, per i quali, nel dicembre del 2011 ha fatto richiesta di risarcimento dei danni che, avrebbe subito. Due anni dopo - tempo che è servito all’azienda sanitaria per istruire la pratica, metterla al vaglio del nucleo di valutazione sinistri e renderla nota anche agli uffici regionali competenti.
Il risarcimento. Decisa la cifra - per la precisione un idennizzo di 32mila euro - è stata sottoposta alla paziente che ha accolto favorevolmente l’importo, predisponendo per la transazione. Insomma, con l’ordinanza, emanata in questi giorni, la donna, riceverà i soldi dalla struttura sanitaria.
Quel silenzio sui fatti. «C’è la privacy». E dietro questa giustificazione, oltre al nome - omesso - della paziente, neppure i fatti, sono resi noti dai medici dell’Asl. Quale tipo di danno sia stato fatto alla paziente non lo si può sapere. È una questione di riservatezza.
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