Sicurezza
Il trasloco del mercato divide anche i negozianti
Santa Croce: si anima il dibattito sull’ipotesi di trasferirlo in viale Di Vittorio «Per tutti noi è una ricchezza». «Se lo spostano c’è da essere solo contenti»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Divide anche i commercianti la prospettiva del mercato lontano dal centro storico: «una mazzata» per alcuni, un’opportunità se non addirittura «un sollievo» a detta di altri. Il tema scalda banchi e negozi di Santa Croce, dopo che una delegazione di ambulanti ha chiesto il trasferimento definitivo del tradizionale mercato del sabato in viale Di Vittorio, nello spazio compreso fra la Coop e la nuova rotatoria, in modo da garantire una facilità di accesso e di parcheggio. Solo una proposta, per adesso, che sarà comunque valutata quando il Comune sarà nelle condizioni di mettere mano alla sconnessa piazza Matteotti, con la necessità di prevedere lo spostamento del mercato in una nuova sede, che potrebbe anche diventare definitiva. «Se lo spostano per fare i lavori il mercato non tornerà mai più», dice Paola Mazzucco del negozio Snoopy. «È finita l’epoca in cui potevi permetterti di scegliere i clienti – aggiunge –. In un momento come questo il mercato è un’occasione in più per farsi vedere, per avere un minimo di visibilità in un centro storico che sta morendo. Alla fine faranno come credono, tanto del paese non è mai importato niente a nessuno e del commercio ancora meno». Spaventati dalla possibile fuga degli ambulanti anche alla macelleria di via Turi. «Sarebbe la mazzata finale – dice Marcello Bacchi –. È proprio il sabato, con il mercato, che riusciamo a lavorare un po’ di più. Occorre creare movimento dato che il commercio non va a gonfie vele. Se lo spostano ne risentiremo fortemente».
Un pensiero condiviso anche dallo storico bar Renata e da altri negozi di generi alimentari. Eppure, dall’altro lato, c’è anche chi sottolinea che il mercato così com’è proprio non funziona, e quindi tanto meglio farne a meno. «Non rappresenta un’opportunità – dice Jonathan Costa del nuovo negozio di abbigliamento Chic, aperto da poco più di un anno a fianco della biblioteca –. In realtà il mercato non porta assolutamente i santacrocesi in centro. Se lo spostano noi siamo contenti». Un pensiero condiviso dal vicino negozio Fiori e Colori: «Per le caratteristiche di Santa Croce – spiegano – il mercato spezza in due il paese e non è dotato di parcheggi: uno che da Fucecchio vuol venire da noi deve passare quasi dalla zona industriale. Non potrà mai avere un respiro come quello di Castelfranco». Secondo Paolo Seghetti della pasticceria-enoteca Vacchetta, invece, quella di spostare il mercato è «sicuramente una scommessa rischiosa, ma non è detto – dice – che sia necessariamente negativa». Un’idea da valutare, quindi: «Prima che arrivasse il mercato – ricorda – lavoravamo con una clientela diversa, meno mordi e fuggi, che veniva nel centro storico appositamente, trovando anche il posto auto in piazza. Non so se questa clientela esiste sempre, ma non vedo il mercato come un polmone indispensabile». «La percezione fra i negozianti è soggettiva – afferma Bettina Pellegrini, presidente del Centro commerciale naturale –. Con i lavori in piazza Matteotti si aprirà un periodo di sperimentazione, per gli ambulanti e per i commercianti, cercando una soluzione che vada incontro a tutte le esigenze. Nel frattempo, però, il Ccn si sta muovendo per rivitalizzare il centro anche con altre iniziative».
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