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Il maneggio torna sotto assedio Rompe gli argini il Carfalo

Il maneggio torna sotto assedio Rompe gli argini il Carfalo

La proprietaria di un’azienda agricola a Legoli rivolge un appello disperato alle istituzioni dallo scorso autunno l’allevamento di cavalli passa da un’emergenza all’altra

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PECCIOLI. Il torrente Carfalo ha di nuovo rotto gli argine, come lo scorso autunno, allagando la campagna di Peccioli. Pesanti i disagi: il sindaco Silvano Crecchi, ieri mattina, per precauzione ha chiuso le scuole materne di Ghizzano e Legoli dopo che l’acqua aveva invaso la provinciale delle Colline per Legoli. L’esondazione ha creato anche questa volta, come pochi mesi fa, molti disagi ad un allevamento di cavalli che si trova nella zona di Legoli di proprietà di Angelika Schneider. «In azienda abbiamo ventidue cavalli – dice la proprietaria – di cui due in cura: una puledra di quasi due anni che ieri era in colica e perciò aveva bisogno delle cure del veterinario e una cavalla da sella che è stata appena operata e ingessata e non deve essere assolutamente spostata. Nel frattempo però abbiamo la scuderia che rischia ancora di essere allagata».

L’allevamento è di  nuova costruzione, realizzato nel 2010. L'iter burocratico per ottenere il permesso  a costruire questa struttura completamente nuova è stato lungo e costoso come fa presente l’imprenditrice. «Sono stati interpellati Regione di Toscana, Provincia di Pisa, Comune di Peccioli, Consorzio di Bonifica della Valdera. Tutte autorità hanno dato il nullaosta per la realizzazione della struttura. Ci occupiamo di allevamento, addestramento di cavalli con un metodo naturale che si basa sulla comunicazione e comprensione del cavallo». Chi ha investito a Legoli non immaginava certo di andare incontro a questi problemi. La proprietà viene attraversata dal torrente Carfalo ed è per metà nel comune di Palaia e l'altra in quello di Peccioli. Tutti i fabbricati si trovano nel territorio di Peccioli. «A settembre il Carfalo è uscito una prima volta allagando scuderie, fienile, annessi agricoli provocando un enorme danno, ha distrutto il campo nuovissimo in sabbia , i recinti, tutta la raccolta e il fieno comprato», aggiunge la titolare dell’allevamento. Nonostante innumerevoli appelli a Comune, Provincia, e Consorzio per la messa in sicurezza dell'azienda agricola niente è successo. «Nessuna autorità si è mossa. Negano ogni loro responsabilità. Da settembre a oggi il fiume è uscito otto volte. Non so più come chiedere aiuto – aggiunge Angelika Schneider – oltre ai danni materiali subiti, è compromesso fortemente il funzionamento dell'attività. I clienti hanno paura di affidare il proprio cavallo ad una situazione del genere. Ho fatto un grosso investimento creando dei posti di lavoro.  Non riesco a comprendere come un Comune non fosse a conoscenza del fatto che questa zona è stata allagata diverse volte. Eppure mi hanno rilasciato le licenze.  Lo strumento urbanistico considera questa area fuori da pericolo di alluvione, altrimenti non avrebbero mai potuto rilasciare un permesso. In questo gioco di ping pong tra le varie autorità viene messa in pericolo la mia esistenza», si sfoga la titolare dell’allevamento. Dopo avere rimbalzato per mesi contro una sorta di muro di gomma la donna si è decisa a chiedere aiuto pubblicamente. Alcuni interventi sul Carfalo sono stati realizzati ma a giudicare dalla nuova esondazione non risultano sufficienti.

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