Sicurezza
Dal clero: «Non metteremo sulla strada quella famiglia»
PALAIA. La famiglia Ragusa non si troverà in mezzo ad una strada per lo sfratto esecutivo per morosità notificato dall’Istituto del sostentamento del clero per l’appartamento occupato a Colleoli...
PALAIA. La famiglia Ragusa non si troverà in mezzo ad una strada per lo sfratto esecutivo per morosità notificato dall’Istituto del sostentamento del clero per l’appartamento occupato a Colleoli (Palaia). Lo afferma lo stesso presidente dell’Istituto, don Giampiero Taddei.
«I signori Ragusa – precisa don Taddei – sono morosi per non aver versato i canoni di locazione a partire dal febbraio 2009. Il totale dell’arretrato ammonta a 18.896 euro, cifra che non comprende né le spese legali sostenute dall’Istituto né gli interessi di mora. Lo sfratto è stato convalidato dal tribunale di Pisa in data 4 febbraio 2011, fissando l’esecutività a partire dal 4 marzo 2011. La cifra di circa 10.000 euro a cui ha fatto riferimento il sindaco di Palaia sul Tirreno è riferita al momento della convalida dello sfratto».
Il presidente sottolinea anche di non aver mai incontrato i signori Ragusa, né c’è mai stata occasione per tentare un approccio con la famiglia per cercare in qualche modo di risolvere la situazione. «Non c’è stato neppure modo – prosegue don Taddei – di offrire alla famiglia una soluzione alle problematiche, cosa che è stata fatta nei molti altri casi di difficoltà che oggi siamo chiamati ad affrontare. Ribadiamo con forza che l’Istituto non ha mai buttato in mezzo alla strada nessuno, né ha intenzione di farlo. Per quanto riguarda i rapporti con il sindaco di Palaia, Alberto Falchi, teniamo a precisare che l’Istituto è stato contattato direttamente da lui a marzo del 2011. Durante l’incontro il sindaco aveva chiesto del tempo per trovare una soluzione al problema. L' enormità del disagio abitativo che colpisce i nostri territori, purtroppo, non può essere affrontato né tantomeno risolto a colpi di articoli sui giornali. Il tema va affrontato assieme a tutti i soggetti, di concerto alle istituzioni locali, in modo serio e nelle sedi opportune, perché non si può pensare che l'Istituto di sostentamento clero o altri enti ecclesiastici possano da soli affrontare questo drammatico problema. Ci dispiace, infine, che non sia possibile rendere note tutte quelle storie di disagio che invece tutti i giorni l'Istituto e la diocesi riescono a risolvere senza nessun clamore».
Nel frattempo, se qualcuno ha modo di aiutare, con un’altra casa o un lavoro, la famiglia Ragusa può contattare il numero 0587-653372.
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