Gioco
Raccolte di firme contro lo shopping di domenica
PONTEDERA. Una raccolta di firme per una legge popolare contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi ed in particolare di quella domenicale. A lanciarla, con la campagna...
PONTEDERA. Una raccolta di firme per una legge popolare contro la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi ed in particolare di quella domenicale. A lanciarla, con la campagna “Liberaladomenica) è la Confesercenti in accordo con la curia pisana attraverso banchetti per firmare sia negli uffici comunali che nelle parrocchie (a livello nazionale l'iniziativa è in collaborazione con la Cei). «L’obiettivo è di raccogliere almeno 3000 firme – spiegano il presidente provinciale Roberto Balestri e quello pontederese Luca Sardelli - per una proposta di legge di iniziativa popolare che abroghi l’articolo del cosiddetto “decreto salva Italia” che ha liberalizzato definitivamente, senza eccezioni e in tutto il territorio nazionale, il regime degli orari degli esercizi commerciali e di somministrazione di alimenti e bevande, superando il principio generale dell’obbligo di chiusura domenicale e festiva». In questa iniziativa, come detto, Confesercenti ha coinvolto anche la curia pisana ed in particolare l'arcivescovo monsignor Giovanni Paolo Benotto. «In questa nostra battaglia – proseguono Sardelli e Balestri – siamo a fianco della Chiesa, dei sindacati dei lavoratori, di tutti coloro che ritengono giusto almeno la domenica dedicarla alle proprie famiglie. A distanza di un anno dalla deregolamentazione, il bilancio non è certo roseo per le piccole e medie imprese che, lo ricordiamo, rappresentano circa il 92% delle attività sul territorio provinciale. Le liberalizzazioni – dicono ancora – non hanno portato ad un aumento dei consumi, che continuano a scendere. Hanno favorito pochi e messo in difficoltà le piccole e medie imprese del commercio, quelle al di sotto dei 15 dipendenti, attraverso un meccanismo che ha lasciato il settore in totale balìa delle forze del mercato. È il caso di Pontedera con le aperture della grande distribuzione con il ricorso contro il tentativo del Comune di ripristinare il calendario concordato delle aperture festive. Da qui, l’esigenza non di demonizzare le aperture festive, ma di ripristinare la competenza regionale per regolare la delicata questione in una maniera che rispetti maggiormente le esigenze e le singole realtà territoriali».
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