Attenzione
Mercato verso il trasloco: la città si divide
Una delegazione di ambulanti ha proposto viale Di Vittorio, ma l’ipotesi piace a pochi
SANTA CROCE SULL’ARNO. Si torna a parlare di un’ipotesi spostamento per il mercato di Santa Croce. Un dibattito antico, tornato di grande attualità negli ultimi giorni e che già scalda il clima fra i banchi di piazza Matteotti. È notizia di pochi giorni fa, infatti, l’arrivo in Comune di una delegazione di ambulanti, decisi ad ottenere il trasferimento definitivo del tradizionale mercato del sabato, abbandonando il centro in cambio di un luogo facilmente accessibile e con comodità di parcheggio. La proposta sarebbe quella di spostare i banchi in viale Di Vittorio, nello spazio fra il supermercato Coop e la nuova rotatoria.
Un’idea che ha spiazzato l’amministrazione, considerando soprattutto la recente realizzazione del parcheggio Romero, a fianco del palazzetto dello sport, progettato e attrezzato proprio come soluzione (temporanea o definitiva) in vista dello spostamento del mercato che sarà comunque necessario con i lavori di riqualificazione della piazza. Per gli ambulanti decisi ad abbondare il centro, invece, il nuovo parcheggio dovrebbe servire proprio come area di sosta a servizio del futuro mercato. La proposta, tuttavia, trova fra gli ambulanti anche un acceso fronte di contrari e una fascia di dubbiosi, per i quali il centro storico rappresenta la collocazione naturale di ogni mercato. Lo sanno bene i commercianti, che infatti appaiono spaventati dalla prospettiva di un trasferimento. Ad ogni modo, la sistemazione della sconnessa piazza Matteotti sembra tornata da qualche tempo in testa alla scala delle priorità, con la necessità di sciogliere in tempi brevi e definitivi il nodo mercato. I lavori, potrebbero quindi rappresentare un periodo sperimentale per poi tirare le somme.
Le ragioni della proposta. Ieri mattina, intanto, girando fra i banchi del mercato santacrocese, erano in molti gli ambulanti a lamentare un calo consistente delle vendite. Dovuto alla crisi, certo, ma anche - dicono - alla mancanza crescente dei santacrocesi. Da qui l’idea di provare a cambiare aria in un luogo più comodo, anche per gli abitanti dei comuni vicini. «È sempre successo – dice Lido Moschini – che quando uno non vende chiede di spostare il mercato; adesso la differenza è che non vende più nessuno. Restando qui si fa poco, laggiù almeno ci sono i parcheggi». «Il mercato in centro ha funzionato fino a un paio d’anni fa – spiega la collega Ginetta Manzi – adesso è cambiata proprio la popolazione del centro storico. Non è razzismo, ma è un dato di fatto che con gli stranieri i banchi più tradizionali facciano fatica. Per questo molti di noi vogliono andare via». Dal proprio banco di maglieria, Luca Corti aggiunge che «in questa piazza si lavora male, il posto è brutto, mal ridotto, basta guardarsi attorno. A me non è mai piaciuto. L’unica cosa da fare è provare a cambiare».
Il modello Pontedera. Tra i favorevoli allo spostamento, molti sottolineano la necessità di parcheggi comodi e veloci. «Come dimostra Pontedera – dice Rodolfo Bernardini dell’omonimo banco di abbigliamento – è necessario creare meno difficoltà possibili al cliente, con facilità di accesso e di movimento; non si può pensare di continuare a lavorare come vent’anni fa. Questa piazza, invece, oltre che scomoda è pure pericolosa. A Santa Croce, ormai, non viene più gente neanche da Staffoli». «Da qualche anno lavoriamo solo con una clientela fissa – dice Stefano Sardelli del banco ittico –. Cambiare posto servirebbe almeno a creare un po’ di movimento, magari attirando clienti anche dai comuni vicini». La possibile, futura vicinanza con la Coop non spaventa affatto i favorevoli allo spostamento, anzi, come sostiene Alessandro Baronti, richiamando sempre il “modello Pontedera”, «il contatto con la grande distribuzione sarebbe una risorsa». Da qui la preferenza per viale Di Vittorio, «perché il parcheggio Romero – dice – è un po’ fuori mano, ma sarebbe perfetto come area di sosta a disposizione del mercato. Io sono per il trasferimento al cento per cento. Attendiamo che ci spostino per rifare la piazza, a patto però di non tornarci mai più».
Gli scettici. Una proposta che altri ambulanti, invece, accolgono con un sorriso disincantato e una certa dose di scetticismo. Scrolla le spalle, ad esempio, Massimo Terri: «Si può provare di tutto – dice - ma credo non cambierebbe niente. Secondo me l’ubicazione è ininfluente. Ormai in questo settore conviviamo ogni giorno con i controlli fiscali, mentre di gente c’è n’è poca e di soldi ancora meno». Gli fa eco Franco Bartolini: «Non è detto che andare via sia meglio – sottolinea –. Tutti i mercati sono in calo e il motivo principale non è l’ubicazione».
Il fronte del no. Fra i banchi, però, c’è anche chi sottolinea gli aspetti positivi dell’attuale collocazione, sostenendo che i centri storici sono da sempre il luogo ideale per i mercati. «Per adesso sono solo voci – afferma Antonino Viola –. Ad ogni modo, quando si cambia posto a un mercato ci sono sempre i pro e i contro. In un centro storico, intanto, la gente ci passa comunque, ed è comodo per i residenti, in particolare gli anziani». Nettamente contrario Giovanni Mallia, proprietario del banco di calzature in via Guidi: «Vogliono spostarci là solo per portare più lavoro alla Coop – dice –. Tutti i mercati quando abbandonano il centro muoiono; saremmo destinati a chiudere, non solo noi, ma soprattutto i commercianti». C’è preoccupazione, infatti, fra i negozianti di piazza Matteotti, nel timore che l’annunciato trasferimento per i lavori di riqualificazione possa diventare un addio definitivo. «Ma quale concorrenza? Il mercato per noi è una risorsa – dice Claudio Olivieri dell’alimentari “La Boutique del Formaggio” – perché dove c’è più gente potenzialmente si crea sempre più lavoro. Se lo spostano fanno morire il paese. E poi, portarlo alla Coop è come fare un secondo mercato a Castelfranco». Stessa posizione fra i gestori dello storico bar Renata: «Noi siamo sempre stati contrari – dice Domenico De Matteo –. Se portano via il mercato è la fine». «Ma chi l’ha detto che vogliamo andare via? – sbotta un ambulante all’interno del bar –. Sono quelli che non vendono a volersi spostare. Io qui lavoro proprio bene».
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