Il Tirreno

Pontedera

Frecce notturne contro il biogas

di Nilo Di Modica
Frecce notturne contro il biogas

Attentato o bravata? Il titolare: «Pensavano di danneggiarci, ma non ci sono riusciti. L’impianto sarà attivato a breve»

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SANTA MARIA A MONTE. Singolare attentato o bravata che sia, è uno scenario alquanto inaspettato quello che si è trovato ieri mattina davanti Giorgio Prati, titolare della Prati Bioenergie, entrando nel cantiere dell'impianto a biogas in fase di ultimazione a San Donato.

Una serie di frecce dalla punta acuminata, di quelle per il tiro con l'arco professionale, sparse per il cantiere, alcune delle quali conficcate nella parete inferiore del digestore dell'impianto, scagliate probabilmente nella notte da uno o più soggetti entrati abusivamente nel cantiere tagliando la rete di recinzione che delimita l'area dei lavori.

Un fatto che deve aver messo subito in allarme i responsabili del cantiere, che hanno prontamente chiamato i carabinieri. La conta dei danni, come tiene a precisare subito Prati, delinea una situazione senza particolari problemi. Le frecce si sono conficcate solo superficialmente nella parete del grosso silos, cuore pulsante del futuro impianto, senza provocare danni. Molte invece quelle andate a vuoto, trovate a terra, quasi ad indicare un gesto dimostrativo o intimidatorio, o più semplicemente sintomo di una mira non eccelsa.

«Dopo quello che è accaduto abbiamo ritenuto doveroso farlo sapere alla cittadinanza, come teniamo a precisare che è stata in ogni caso formalizzata una denuncia per i fatti di stanotte – spiega l'imprenditore –. I danni comunque di fatto non ci sono e quindi i lavori in vista dell'accensione procederanno spediti come se niente fosse».

Quasi scontato il pensiero alle numerose proteste e tensioni che per mesi hanno accompagnato l'autorizzazione e l'edificazione dell'impianto, contro il quale sono state intentati senza successo anche dei ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato ed organizzate assemblee e manifestazioni di piazza.

Fatti che però nelle parole dei titolari della Prati Bioenergie non sono palesemente collegati a quest'ultima vicenda, sulla quale la stessa ditta preferisce utilizzare toni pacati, senza azzardare particolari teorie in merito ai moventi del gesto.

«Qualcuno dei nostri “amici” forse ha voluto danneggiarci, evidentemente senza successo. Di sicuro, ci hanno fatto una sorpresa inaspettata – ironizza Prati –. Considerando però la dinamica dei fatti siamo più propensi a credere che si tratti più che altro della bravata di qualcuno, almeno così vogliamo sperare. Per adesso, malgrado le tante proteste, questo evento si tratta di una vicenda isolata e speriamo davvero che resti tale».

L'impianto, autorizzato quasi un anno fa e la cui costruzione ha avuto inizio a settembre, è praticamente pronto e attende solo l'ultimazione delle questioni burocratiche finali.

«Siamo entrati nell'ultima fase e dal punto di vista strutturale l'impianto è già fatto, nel giro di poche settimane siamo convinti di poter cominciare, forse già a fine mese. Dopodiché serviranno almeno altri 40 giorni perché il processo cominci a produrre gas ed energia», conferma Prati.

Il “panettone”, come già lo chiamano i vicini, è alto circa 16 metri e svetta già da un po' di tempo nella piana sandonatese. Sarà proprio quello il centro della produzione del biogas a partire dall'insilato di mais, di sorgo e di triticale. Un processo di “digestione” del materiale organico da cui si sprigionerà il gas, concentrato prima nella parte superiore del silos (tecnicamente “digestore”) e poi, depurato, convogliato al motore per la produzione di energia elettrica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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