Il dolore
«Troppi pericoli sul ponte di Santa Croce»
SANTA CROCE SULL’ARNO. Hanno sopportato per tanti anni una mole di traffico da migliaia di veicoli al giorno. Adesso rischiano di diventare un pericolo concreto. Sono i giunti che tengono assieme le...
SANTA CROCE SULL’ARNO. Hanno sopportato per tanti anni una mole di traffico da migliaia di veicoli al giorno. Adesso rischiano di diventare un pericolo concreto. Sono i giunti che tengono assieme le parti di carreggiata che compongono il ponte di Santa Croce. Consumati, rovinati, deformati dal continuo transito di veicoli, anche pesanti, fanno sobbalzare in velocità le auto che attraversano il ponte. Come fossero scalini, con i bulloni ormai in bella vista che spuntano fuori dal piano di carreggiata, liberi dai coprigiunti posati sull’asfalto. Una minaccia per i pneumatici, ma soprattutto un pericolo per i mezzi a due ruote.
A segnalare il problema è il santacrocese Maurizio Donati, segretario provinciale di Più Toscana, che racconta di aver raccolto «numerose segnalazioni da parte di cittadini, costretti spesso ad attraversare il ponte più volte al giorno». «Ormai – dice – il ponte si presenta in condizioni inaccettabili, e rappresenta un pericolo per i veicoli, che in caso di frenata rischiano davvero di spaccare le gomme. Per non parlare dei rischi per i motorini. In prossimità dei giunti, infatti, l’asfalto presenta anche profonde buche e spaccature».
Donati chiede quindi un intervento dell’amministrazione provinciale, su cui ricade la competenza della strada, «per sostituire i pezzi deteriorati o quanto meno incatramarli – afferma –. Come Più Toscana ci attiveremo anche con il nostro rappresentante in Provincia per risolvere il problema». Una questione, quella della sicurezza, che Donati estende anche ai marciapiedi al lato del ponte, dove i pali di sostegno del guard-rail, in acciaio, sporgono pericolosamente in mezzo a quello che dovrebbe essere un percorso sicuro per i pedoni. Poco più di un anno fa, nel febbraio 2012, un pensionato di San Donato ha perso l’uso di un occhio proprio scivolando e sbattendo sul palo in metallo, sfigurandosi il volto. «È pericolosissimo – riprende Donati –. Servono delle protezioni, per un ponte attraversato a piedi anche da numerosi anziani e bambini».
Giacomo Pelfer
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