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Pontedera

Tra le carte spunta l’autocertificazione

Tra le carte spunta l’autocertificazione

È quella con cui il presidente del Real Fontine dichiara il possesso della documentazione medica richiesta ai vari giocatori

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PONTEDERA. Va avanti l’indagine della procura per accertare cosa ha causato la morte di Francesco Boschi, 22 anni, avvenuta sotto gli occhi degli amici durante una partita di calcetto al campo sportivo comunale vicino allo Scolmatore gestito dall’associazione Stella Azzurra.

Ieri mattina sulla salma del povero ragazzo è stata effettuata l’autopsia all’istituto di medcina legale del Santa Chiara a Pisa. Incarico che il sostituto procuratore della procura di Pisa Aldo Mantovani, che sta seguendo l’inchiesta, aveva affidato alla dottoressa Chiara Toni. Ma dall’autopsia non sarebbero emerse risposte precise. Per capire se Francesco è stato ucciso da un infarto bisognerà aspettare l’esito degli esami istologici e quindi serviranno alcune settimane. Nella tarda mattinata di ieri la salma è stata restituita alla famiglia per il funerale che si svolgerà domani pomeriggio, con inizio alle 15, nella chiesa di San Donato di Santa Maria a Monte, il paese dove la vittima è cresciuta e dove abita la sua famiglia. Lui, secondo di tre figli, lavorava nell’azienda del padre nel settore conciario. Ma appena poteva, quando aveva un momento di tempo libero non rinunciava alla sua passione per il calcio. E quando, in passato, per problemi di salute, era dovuto restare lontano dai campi di gioco Francesco non aveva accettato tanto volentieri quella situazione.

La sua morte ha lasciato i genitori e i fratelli nella disperazione, come gli amici e i parenti. I compagni della squadra di calcetto costituita per partecipare al campionato Csi Valdera si sono chiusi nel loro dolore, così come la famiglia. Ma sia i genitori che gli altri componenti del Real Fontine non hanno potuto fare a meno di doversi occupare, in un momento così difficile, di aspetti burocratici. La polizia, intervenuta dopo la morte sul campo di calcetto, sta cercando di capire se la formazione, composta da ragazzi poco più che ventenni, era in regola con le certificazioni mediche richieste a chi partecipa ai tornei di calcetto. Gli stessi genitori della vittima hanno dovuto cercare il medico a cui il figlio si era rivolto per effettuare la visita medica e avere l’ok a fare attività sportiva. Il presidente della società sportiva avrebbe presentato al comitato organizzatore del torneo un’autocertificazione dichiarando che i vari giocatori erano in regola con la documentazione, certificati compresi, richiesta. Tutti aspetti che la polizia sta valutando. Ma al di là di eventuali responsabilità o violazioni dei regolamenti che potranno emergere in tutti resta grande lo sconforto e il dolore per l’improvvisa scomparsa del ragazzo. Una morte che appare ancora più assurda perché avvenuta in una serata che doveva essere di divertimento e relax e che invece si è conclusa con la morte nel cuore.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa