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Pontedera

Una poesia letta dalla sorella per l’addio alla maestra Tamara

Una poesia letta dalla sorella per l’addio alla maestra Tamara

LARI. Non è bastata la chiesa di San Leonardo a contenere l'affetto dei tantissimi amici e conoscenti accorsi a salutare per l'ultima volta Tamara Valeriani, la giovane maestra elementare deceduta a...

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LARI. Non è bastata la chiesa di San Leonardo a contenere l'affetto dei tantissimi amici e conoscenti accorsi a salutare per l'ultima volta Tamara Valeriani, la giovane maestra elementare deceduta a scuola in seguito a un improvviso arresto cardiaco. Ad attenderla sull'altare c'erano tutti i suoi bambini, alunni presenti e passati, che con una rosa bianca in mano hanno seguito scossi e ancora increduli tutta la funzione officiata da don Amedeo Deri. «È difficile prendere la parola – ha spiegato il parroco – in un momento come questo. Solo la parola del Signore può essere di conforto in queste ore drammatiche ai familiari e agli amici della nostra Tamara. Nessuno dovrebbe affrontare un dolore simile; chi le ha vissuto accanto o chi ha condiviso con lei alcuni momenti importanti sa quanto la sua vita, seppur caratterizzata da troppe sofferenze, possa rappresentare un esempio per tutti noi. La sua fede, la sua volontà, il suo amore rimarranno per sempre dentro di noi».

Il padre Claudio, la madre Loriana, le sorelle minori Tiziana e Tania e il marito Emiliano Tremolanti hanno accompagnato Tamara nel suo ultimo viaggio verso il cimitero di Lari. Particolarmente commovente è stato il momento in cui la sorella Tiziana ha voluto omaggiarla dall'altare con una delle sue poesie preferite. Poche parole scritte da Tamara sulla fugacità del tempo e sulla fragilità della vita. Anche i suoi bambini a cui insegnava inglese l'hanno ricordata, leggendo una sentita lettera di addio, mentre una collega della scuola primaria di Perignano, Francesca Ostuni, le ha rivolto un pensiero particolare: «Una donna meravigliosa, sempre pronta ad aiutare tutti e sempre col sorriso nonostante tutto. La scuola era la sua casa e i suoi alunni un po' i suoi figli: ci ha insegnato tanto, e se n'è andata proprio facendo quello che amava».

Nicolò Colombini

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