La manifestazione
«Mi manca il respiro» Muore a soli 22 anni
Dramma al campo di calcio a 5 della Stella Azzurra allo Scolmatore Francesco Boschi, di San Donato, è deceduto all’ospedale Lotti
PONTEDERA. Francesco entra nel campo di calcetto, alla Stella Azzurra, vicino allo Scolmatore, con la stessa passione di sempre, dopo una giornata di lavoro nell’azienda del padre, imprenditore del settore conciario. Eccolo lì, con il suo sorriso e la forza di un ragazzo di 22 anni. Una manciata di minuti di gioco e niente sarà più come prima. Per lui che perde la vita inseguendo le emozioni del calcio. Per la famiglia e gli amici che lo vedono immobile, circondato dai soccorritori. Le urla di dolore, il silenzio dell’angosciante attesa e una notte di lacrime e disperazione continuata all’ospedale Lotti dove il cuore di Francesco Boschi, 22 anni, di San Donato, nel comune di Santa Maria a Monte, si ferma per sempre dopo lunghissimi tentativi di strapparlo al suo triste destino.
Il dramma sconvolge la partita di calcio a 5 del campionato Csi Valdera tra Mosto Team, tutti giovani di Lajatico e dell’Alta Valdera, e quelli del Real Fontine delle zone di Bientina e Santa Maria a Monte. Passano pochi minuti di gioco, circa un quarto d’ora, quando Francesco chiede il cambio. I compagni, come raccontano nella disperazione, pensano a un dolore al ginocchio. Ma appena Francesco si siede comincia a sbiancare. «Sto male, mi sento mancare il respiro», avrebbe fatto in tempo a dire. È un giocatore della squadra avversaria, che di lavoro fa l’infermiere, il primo a rendersi conto della tragedia. Insieme all’arbitro, Seim Asimi, soccorritore in un’associazione di volontariato di Pontedera, capiscono la gravità della situazione quando Francesco perde i sensi e si accascia come svenuto. In un primo momento si pensa a un calo di zuccheri. Gli viene praticato il massaggio cardiaco mentre dal campo parte la richiesta di un’ambulanza, si vede che Francesco è in arresto cardiaco. Quasi quaranta minuti di tentativi per rianimare il giovane che lascia l’impianto vicino alla chiesa del Sacro Cuore ancora vivo ma in condizioni disperate. Ogni soccorso sarà inutile. Di Francesco non resta che il ricordo e il senso di impotenza di fronte a una giovane vita spezzata. Si spengono le luci dell’impianto sportivo comunale gestito dalla società Stella Azzurra dove nel frattempo sono arrivati i dirigenti del Csi, gli amici e alcuni parenti del ragazzo.
«Sono arrivato quando il ragazzo era sull’ambulanza – racconta Massimo Leggerini, vicepresidente della Stella Azzurra – hanno fatto il possibile. L’arbitro per quello che ho capito è stato il primo a soccorrerlo insieme a un giocatore dell’altra squadra. Siamo molto colpiti da questa morte».
Anche Piero Vetturi, dirigente del Csi, è stato chiamato nell’impianto sportivo dopo la tragedia. «Siamo sconvolti, neppure noi conosciamo la causa della morte».
In nottata in tanti sono arrivati al pronto soccorso del Lotti per stare vicino ai genitori e ai fratelli della vittima fino a quando la salma non è stata trasferita a medicina legale.
Francesco era il secondo di tre figli e lavorava con il padre nell’azienda di famiglia, la Macip Trend, dopo essersi diplomato al liceo scientifico e aver frequentato un anno di università a Pisa. La famiglia, già provata da un lutto in seguito alla morte di un bambino di 7 anni avvenuta in un incidente stradale mentre era con il padre, fotografo di Santa Maria a Monte, in vacanza a Parigi, si è chiusa nel dolore. La comunità di San Donato è sotto choc. Molte le testimonianze di cordoglio. La bacheca di Facebook del ragazzo è piena di messaggi di saluto. «Voglio ricordarti così, con quel sorriso stampato sulle labbra e quella passione che non ti ha mai abbandonato», scrive Francesco. Anche il sindaco di Pontedera, Simone Millozzi, esprime il proprio cordoglio alla famiglia del giovane. «È un episodio che ci ha colpito tutti e che ci lascia profondamente turbati. In questo momento di commozione e di dolore rivolgiamo un forte e sentito abbraccio di tutta la città e della comunità degli sportivi ai parenti e agli amici del giovane».
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