La manifestazione
Cdc, oggi si decide Sindacati e lavoratori «Non c’è più tempo»
La Filcams-Cgil si rivolge al sindaco Millozzi e alla Regione «La crisi rischia di impoverire drasticamente il territorio»
PONTEDERA. Si decide oggi. I soci della Cdc sono chiamati in seconda convocazione ad esprimersi sul progetto di concordato in continuità con assuntore. Nessun margine per altri slittamenti. Il 13 marzo c’è l’udienza della Società al Tribunale di Pisa. Si stringono i tempi e vacillano le possibilità di una svolta in positivo. Una soluzione che tarda a trovare la quadratura, nonostante gli amministratori del colosso informatico di Gello da mesi siano in trattativa con un pool di istituti di credito.
I tempi non sorridono a Cdc Spa. Il Tribunale di Pisa ha già rigettato l’istanza di proroga del termine per la presentazione di una domanda per l’ammissione alla procedura di concordato in continuità con assuntore, avanzata sulla scorta dell’assemblea straordinaria dello scorso 7 gennaio. Eppure, i giudici lo hanno fatto concedendo comunque un po’ di respiro, fissando l’udienza per il prossimo 13 marzo. Un periodo da più parti ritenuto sufficiente per dare gambe alla trattativa con il pool di istituti di credito. E scongiurare per questa via la messa in liquidazione dell’azienda. Eppure alla vigilia il margine d’incertezza resta alto.
Si sono riuniti in assemblea i dipendenti della Cdc Point. Lo hanno fatto alla vigilia del giorno in cui si verificheranno le possibilità di avere un futuro come dipendenti del colosso informatico di Gello. «Esprimiamo preoccupazione e amarezza per la situazione in cui si trova l’azienda e in cui si trovano soprattutto i lavoratori». È quanto riporta una nota a firma della Filcams Cgil Pisa.
«Ad oggi non è ancora arrivata l’adesione scritta delle banche al piano di continuità aziendale presentato dall’amministratore delegato Dell’Artino e ciò lascia sconcertati, in quanto il tempo a disposizione è praticamente terminato – afferma il sindacato –. Continuiamo a ribadire che se ci sarà una continuità aziendale, essa dovrà essere portata avanti con il personale, parte del personale che oggi è ancora in forza in Cdc Point, perché il sacrificio di tutti, dei lavoratori soprattutto, e l’impegno delle istituzioni deve essere ripagato con il salvataggio del più alto numero possibile dei posti di lavoro».
Lo sguardo va all’udienza della Società in tribunale, il 13 marzo. «Ci sarà l’udienza che sancirà quale fisionomia assumerà Cdc: la società potrà essere liquidata, ma anche fallire? –chiede la segreteria Filcams Cgil –. Che ne sarà del futuro degli attuali dipendenti? Devono ormai considerarsi tutti disoccupati?». E conclude: «Chiediamo al sindaco di Pontedera, al presidente della Provincia di Pisa e alla Regione Toscana che non si spengano i riflettori su questa vicenda che rischia di impoverire drasticamente il nostro territorio».
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