Sicurezza
Movimento Shalom compleanno speciale per 25 anni d’attività
Il fondatore don Pio Cristiani : «Una splendida avventura» L’associazione oggi è attiva in diciassette Paesi africani
SAN MINIATO. Un compleanno speciale, da condividere con tutte le persone che giorno dopo giorno hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo facendone un’importante associazione umanitaria, con attività a livello internazionale. Il Movimento Shalom domenica pomeriggio nella cornice del centro congressi Hotel San Miniato ha festeggiato i 25 anni di attività. Decine di persone, tra organizzatori, volontari e amici, hanno partecipato alle celebrazioni per le simboliche nozze d’argento tra il Movimento e la Città della Rocca. E non poteva certo mancare colui da cui tutto è partito, quel don Andrea Pio Cristiani che nel 1974 ha fondato a Staffoli la prima idea di associazione e che nel 1988 l’ha portato anche in cima al colle di San Miniato.
«Sembra ieri – dice don Andrea Pio Cristiani – quando con poche decine di giovani volenterosi ci siamo buttati in questa splendida avventura. Quello che mi fa più piacere è vedere che tanti giovani di allora sono cresciuti, e che in questo quarto di secolo sono diventati degli adulti, magari con figli a cui stanno già insegnando i valori di umanità e di solidarietà che questa esperienza ha trasmesso loro. Siamo stati la prima associazione cattolica a lavorare insieme alle istituzioni della zona, in un periodo storico in cui era difficile anche solo pensarle queste cose. Tante cose sono cambiate, soprattutto nei numeri, ma lo spirito dei volontari che animano il movimento Shalom è sempre rimasto lo stesso».
Sono diversi i canali umanitari attraverso i quali opera Shalom: India, Brasile e Burkina Faso sono stati i primi Paesi coinvolti in progetti rilevanti, mentre ora sono ben diciassette i Paesi africani che ricevono aiuti attraverso iniziative di diverso tipo. «Gli inizi – spiegano due volontarie della prima ora, Gabriella Messerini e Alessia Baldinotti – erano un po' artigianali: saremo stati una quarantina tra Staffoli, Ponsacco e San Miniato, e solo grazie a una certa dose di coraggio e creatività siamo riusciti a far crescere questa realtà fino a farla diventare quello che è oggi. L’impegno attuale, che si traduce in interventi di cooperazione internazionale e di educazione e formazione giovanile, è infinitamente più ampio e produttivo rispetto a quello dei primi giorni, ma siamo davvero orgogliosi di aver intrapreso questo percorso venticinque anni fa grazie alla fortunatissima intuizione del nostro don Andrea».
La serata si è articolata attraverso diverse tappe, con la proiezione di un video ricordo, con l’intervento di don Andrea che ha ripercorso le tappe della nascita e dell’affermazione del Movimento, prima della rappresentazione del musical La Sirenetta e dell’apericena che ha coinvolto le decine di intervenuti. In rappresentanza delle istituzioni locali, che da sempre affiancano l’associazione nei suoi progetti, anche il sindaco Vittorio Gabbanini. «Di strada ne è stata fatta tanta – dice –. Servono, capacità, ma anche coraggio e determinazione per creare una realtà tanto grande e tanto utile: si tratta di un patrimonio importantissimo del nostro territorio, non solo per i risultati ottenuti materialmente, ma per il grande lavoro di educazione e formazione dei nostri giovani, che ancora oggi continuano a crescere con coltivando i valori e seguendo l’esempio di queste splendide persone».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google