Il Tirreno

Pontedera

fagiolini (Cgil)

«Indennità radiologica estesa a tutti i settori a rischio»

PONTEDERA. Si chiama rischio radiologico. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato dlela protesta degli infermieri di radiologia che chiedono l’estensione anche a loro dell’indennità, oggi riconosciuta...

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PONTEDERA. Si chiama rischio radiologico. Nei giorni scorsi abbiamo raccontato dlela protesta degli infermieri di radiologia che chiedono l’estensione anche a loro dell’indennità, oggi riconosciuta solo ai medici. Sulla vicenda, per fare maggiore chiarezza, interviene anche LaonardoFagiolini, frlla Funzione pubblica Cgil Pisa.

«L'Asl 5 dopo anni,  nell'aprile  scorso ha  rivalutato il rischio radiologico, e a fine ottobre ha deliberato. La rivalutazione ci è apparsa subito non corretta – dice il sindacalista – Era riconosciuto   ad alcuni dipendenti che non sono mai presenti nelle zone a rischio, e negato a chi sicuramente è esposto in maniera continuativa. Siamo stati i primi a sollevare il problema e a chiedere un incontro all'azienda, chiedendo una rivalutazione corretta». Negli incontri successivi è stata ottenuta la  sospensione della delibera, e una nuova rivalutazione da parte della commissione. Per questi giorni era fissata una riunione dove ci sarebbe stata presentata la nuova valutazione, ma poi è stata rimandata dall’Azienda.

«Noi non abbiamo ricevuto informative preventive e quindi non conosciamo il risultato della nuova valutazione – prosegue Fagiolini – ci chiediamo se, invece, alla luce di quanto denunciato nei giorni scorsi dal Nursind sia in ritardo rispetto alla valutazione dell'aprile scorso, o se il Nursind conosce il risultato dell'ultima commissione. Se fosse così, vorrebbe dire che  ha ricevuto informazioni riservate, e qui qualche spiegazione ce la devono l’Usl 5 e il Nursind. Alla Fp Cgil  preme che la valutazione sia rispondente alla realtà ed effettuata sull'esposizione personale e non a blocchi di categorie professionali».

Sopratutto nella sala operatoria ci sono dati certi, si conosce l'esposizione per ogni tipo di intervento, chi era presente , e i compiti di ciascuno dei dipendenti chirurghi, anestesisti e infermieri; «ma non dimentichiamo anche gli altri settori, perché la sala operatoria non è l'unico posto dove c'è esposizione ai raggi . Se fatta correttamente, probabilmente il risultato sarà molto diverso da quello che ci era stato presentato e ci potremmo trovare di fronte anche a situazioni dove all'interno della stessa unità operativa alcuni dipendenti hanno una esposizione continuativa e altri no, e nonostante siamo tutti coscienti che questo potrebbe creare problemi di clima interno, allo stesso tempo non deve diventare una scusa per non riconoscere a nessuno il rischio.  Sulle accuse verso il fisico sanitario saremmo più cauti , perché finché non conosciamo bene dove si concentra l'errore di valutazione, non possiamo stabilire responsabilità precise. Siamo sicuri che alla commissione sono stati forniti dati corretti?», si chiede il rappresentante della Funzione pubblica Cgil pisana che sta seguendo la contrattazione con l’azienda sanitaria.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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