Sicurezza
A letto con vista sul Pub nell’ostello dei pellegrini
San Miniato, divide la scelta di realizzare l’accoglienza nell’ex tipografia Palagini Il gestore del Decris: «Se dobbiamo cercare un altro posto che ce lo dicano»
SAN MINIATO. Da un lato i pellegrini della Francigena, distrutti, stanchi, desiderosi solo di un materasso dove dormine prima della nuova tappa del giorno dopo. Dall’altro, a pochissimi metri, il pub che ogni sera si riempie di giovani, alla ricerca di qualche ora di svago con gli amici, di una bevuta, magari facendo due chiacchiere sulla piazza o seduti, birre alla mano, sulla vicina scalinata davanti al municipio. Saranno queste, tra pochi mesi, le due anime di piazza Mazzini, nel cuore di San Miniato, dove l’amministrazione sta per dare il via ai lavori di realizzazione dell’ostello per i pellegrini, proprio di fronte allo storico Decris Pub, già celebre per una serie di controversie con alcuni residenti.
In città è già scattato il dibattito per capire se (e come) le due anime potranno coesistere. Sono in molti a scommettere su un futuro di proteste e di contrasti, lamentando l’opportunità di una scelta che il Comune ha annunciato a sorpresa lo scorso dicembre. L’obiettivo è quello di creare una struttura per l’accoglienza a basso costo, finanziata al 60% da un bando regionale destinato alle località lungo la Francigena. Un investimento di 400mila euro per il restauro dell’ex tipografia Palagini, già sede dell’archivio storico, dove saranno ricavate 3 camere, per un totale di 16 posti letto, dotate di bagno e lavanderia.
Il progetto è stato contestato anche nell’ultimo consiglio comunale, che ne ha sancito il via libera con l’approvazione del piano annuale delle opere pubbliche. «Ma come si fa – ha chiesto Laura Cavallini (Sel) – a fare un ostello per i pellegrini davanti a un pub? Mi piacerebbe, una volta tanto, che certe decisioni venissero discusse. Mi sembra difficile far coesistere dei pellegrini che hanno bisogno di dormire con un locale che lavora la sera. A meno che questo non serva a chiudere una volta per tutte la questione Decris».
Da anni il locale è stato oggetto di proteste da parte dei residenti, soprattutto nei mesi estivi. «Non sarà un luogo di culto o di preghiera – ha ribattuto l’assessore al Turismo Giacomo Gozzini –, ma una struttura per la ricettività a basso costo. E credo che il primo a essere contento dovrebbe essere proprio il gestore del pub». Non pare granché felice, invece, Deliano Garosi, che da 22 anni gestisce il locale con la moglie Cristina Galoppi. «Sicuramente porterà solo altre lamentele – dice –. Noi lavoriamo la sera, e non credo che i pellegrini verranno a fare festa da noi fino alle 2 di notte. Cosa gli vado a dire, che devono sopportare perché noi siamo qui da tanti anni? È una scelta che non si capisce, e che abbiamo scoperto per caso da un cliente, nessuno ci ha interpellato. Se dobbiamo cercare un altro posto che ce lo dicano chiaramente».
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