Il Tirreno

Pontedera

Palaia dice sì alla tassa di soggiorno

di Cristiano Marcacci
Palaia dice sì alla tassa di soggiorno

Accordo tra il Comune e gli operatori. Saranno questi ultimi a decidere come utilizzare i proventi sul territorio

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PALAIA. La tassa di soggiorno sta per arrivare anche nel comune di Palaia, dove ammontano a circa una cinquantina le strutture ricettive, la stragrande maggioranza delle quali rappresentata da agriturismi e bed & breakfast. A differenza di altre realtà della provincia, però, qui la nuova imposta non viene accompagnata da alcuna sollevazione degli operatori, né da polemiche, proteste e malcontenti. A questo proposito, il sindaco Alberto Falchi ha tenuto un comportamento ben diverso e sicuramente più apprezzabile rispetto al suo omologo pontederese Simone Millozzi e ai componenti della giunta della cittadina della Vespa.

Senza dare il senso della decisione calata dall’alto con l’arma dell’imposizione, priva di confronti e discussioni preliminari, Falchi si è mosso in modo sicuramente più astuto dal punto di vista politico. Ha riunito i proprietari e i gestori delle aziende turistiche, ha comunicato loro l’intenzione di introdurre la tassa di soggiorno sul territorio comunale e ha manifestato fin da subito la completa disponibilità a decidere insieme a loro il modo d’impiegare, nella promozione del turismo, i soldi che saranno ricavati dall’imposta. Una mossa azzeccata, che fino ad oggi non ha partorito alcuna protesta.

«Sin dall’inizio – ci spiega il primo cittadino – il percorso è stato concertato con gli operatori. L’accordo che abbiamo raggiunto è quello di riutilizzare i proventi della tassa nell’ambito della promozione turistica del territorio tramite un’azione concordata con le stesse strutture ricettive. Non si parla certo di cifre stratosferiche. Contiamo che nel prossimo bilancio vengano previsti poco più di trentamila euro, ma mi sembra giusto che la loro destinazione venga decisa con coloro che nel settore ci lavorano con passione ed impegno».

Nel comune di Palaia la tassa di soggiorno dovrebbe scattare a partire dal prossimo aprile. «Sono in corso alcuni passaggi tecnici – aggiunge il sindaco Falchi – per definire bene l’applicazione. Ma penso che entro la fine della primavera la tassa ci sarà. La ritengo giusta anche per una questione di principio. Per gli enti locali la situazione finanziaria è quella che tutti ormai conosciamo da diverso tempo ed è quindi giustificato che si debba contribuire tutti. E poi non ci dimentichiamo che stiamo parlando di cifre davvero irrisorie. Faccio solo un esempio: per una famiglia formata da due persone con due bambini per due settimane in un qualsiasi agriturismo della zona, pagherebbero solamente i genitori e solo per i primi cinque giorni. Si tratterebbe, quindi, di due euro al giorno per cinque giorni, ossia dieci euro».

Falchi, in conclusione, mette in evidenzia lo spirito collaborativo e di comprensione degli operatori turistici del territorio: «Da parte loro c’è stata immediatamente una presa di coscienza del problema e dell’esigenza di introdurre la tassa. Nel confronto con l’amministrazione comunale (con me e con il consigliere delegato al turismo Fabio Galardi) hanno sin da subito mostrato un atteggiamento molto serio. Addirittura, qualcuno ha anche chiamato in Comune per sapere se e come dovevano applicare la tassa già in questi mesi. Da parte nostra, più di far decidere a loro le modalità di reinvestimento dei soldi non potevamo sicuramente fare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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