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Intifada, il centro sociale divide il Pd

Intifada, il centro sociale divide il Pd

I consiglieri democratici si spaccano su una mozione di Fabio Corsi dei Comunisti Uniti

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SAN MINIATO. Il futuro del Centro sociale Intifada di Ponte a Elsa, a sorpresa, spacca in due la maggioranza Pd di San Miniato. È successo nel consiglio comunale di giovedì, con i consiglieri Filippo Malatesti e Veronica Bagni che, contrariamente agli ordini di scuderia, hanno votato a favore di un ordine del giorno presentato da Fabio Corsi dei Comunisti Uniti. Sul banco della discussione, il nuovo regolamento urbanistico adottato dal Comune di Empoli, che ha destinato all’edilizia residenziale pubblica i locali che attualmente ospitano lo storico Centro sociale autogestito di Ponte a Elsa, determinandone lo sfratto senza alcun impegno formale, al momento, per l’individuazione di una collocazione alternativa.

Ricordando il ruolo del Centro, «che da oltre 25 anni – si legge nell’ordine del giorno - produce iniziative culturali, sociali, politiche e ricreative, con la partecipazione attiva di molti giovani di San Miniato», il documento invitava la giunta empolese a rivedere la scelta in sede di approvazione. «Parliamo di un centro giovanile meritevole, che deve continuare ad esistere – ha detto il capogruppo Pd Simone Giglioli –. Tuttavia, non siamo in grado di entrare nelle maglie del regolamento urbanistico di Empoli per capire la ragione di questa scelta. Per questo ci asteniamo. Inoltre, anche se un vero impegno non c’è, penso ci sia la volontà di trovare un luogo diverso». A sorpresa, Filippo Malatesti si è subito smarcato: «L’Intifada lo conosco bene – ha spiegato – e ritengo giusto appoggiare quest’ordine del giorno. In un comune come Empoli, dove si vedono tante case invendute, non condivido questa scelta di nuova edificazione. Anche per ribadire - ha aggiunto - che noi consiglieri Pd non andiamo dietro a tutto quello che dice Giglioli».

Posizione condivisa da Veronica Bagni: «Perché ho frequentato spesso il Centro, ed è un’esperienza che non deve finire». La defezione, che ha portato a quattro i voti a favore (insieme a Laura Cavallini di Sel), non è stata sufficiente per il via libera al documento, bocciato dall’opposizione di centrodestra con l’astensione degli altri consiglieri Pd. «Un astensione clamorosa», la definisce Corsi. «Lo stesso ordine del giorno – aggiunge -verrà proposto a Empoli e vedremo se il Pd cambierà atteggiamento».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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