Sicurezza
In otto ostaggi dei banditi per un’ora
Un colpo preparato nei dettagli quello messo in pratica all’ufficio postale di Navacchio. Il bottino è di 80mila euro
CASCINA. Non è stata la solita rapina da una manciata di minuti e pochi spiccioli. I banditi che ieri mattina hanno dato l’assalto all’ufficio postale di Navacchio, in via Grandi, nella zona vicina alla Coop, avevano le idee piuttosto chiare su come funzionano i dispositivi della sicurezza di un ufficio blindato. Da veri professionisti avevano calcolato i tempi e sono rimasti all’interno dell’ufficio, dopo aver preso in ostaggio la direttrice e sette impiegati, per quasi un’ora per poi fuggire più ricchi di circa 80mila euro. Dopo pochi minuti che era scattato l’allarme-rapina è arrivato pure il furgone portavalori con un’altra scorta di denaro. Un particolare non da poco: gli impiegati per tutto il tempo che sono rimasti in balìa dei rapinatori non hanno potuto fare a meno di pensare all’imminente arrivo del mezzo blindato nel timore di un conflitto a fuoco.
I malviventi, quasi sicuramente arrivati dalla Sicilia a giudicare dal loro accento, hanno atteso la direttrice nascosti sul retro dell’ufficio postale, in un piccolo locale vicino a una scala. Sicuramente in uno spazio angusto e poco frequentato: sui passamontagna i testimoni hanno notato alcune ragnatele.
Quando la direttrice, alle 7,30, è arrivata da Pisa, dove abita, per aprire l’ufficio è stata sorpresa alle spalle da uno dei malviventi, armato di pistola, e apparentemente tranquillo. Le ha intimato di entrare e, mantenendosi in stretto contatto (avevano delle ricetrasmittenti) con un altro bandito all’esterno, ha atteso l’arrivo degli impiegati. «Arriva un altro...», «Eccone uno...», mentre scorreva il tempo necessario ad aprire le due casseforti dell’ufficio postale dove erano rimasti come fondo cassa 80mila euro necessari al pagamento delle pensioni.
«Abbiamo avuto il terrore che ci fosse un imprevisto – hanno poi raccontato gli impiegati – sapevamo che dovevano arrivare altri soldi. Il tempo non passava mai».
Un’attesa angosciante. A preoccupare era l’atteggiamento nervoso del bandito rimasto all’esterno. Sembrava che non vedesse l’ora di andarsene da quella situazione: ha chiesto anche una sigaretta per smorzare la tensione.
Una volta presi i soldi delle Poste, i due rapinatori, che avevano un complice ad attenderli su un furgone di colore scuro, si sono dileguati. I pochi minuti trascorsi da quando è stato dato l’allarme-rapina a quando sono arrivati sul posto i carabinieri di Navacchio sono stati loro sufficienti a sparire dalla strade di Cascina e magari a prendere la via di casa, per tornare a centinaia di chilometri dalla provincia di Pisa.
Immediate le ricerche disposte dai carabinieri in tutta la zona. Ricerche che non hanno avuto alcun esito.
La rapina è stata subito segnalata anche ai sindacati a cui fanno riferimento molti dipendenti di Poste, per denunciare, ancora una volta, come gli uffici postale siano diventati sempre più vulnerabili. Lo dimostrano le ripetute rapine messe a segno negli ultimi tempi un po’ in tutta la provincia da parte di rapinatori estemporanei ma anche di veri professionisti del crimine.
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