Il Tirreno

Pontedera

Eccoci a Pontedera capitale delle buche e degli avvallamenti

Eccoci a Pontedera capitale delle buche e degli avvallamenti

Peggiorano di giorno in giorno le strade della città anche quelle che sono state realizzate di recente

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PONTEDERA. Percorrendo le strade della città della Piaggio non sfuggirà che la cura dell’asfalto, vuoi per colpa del patto di stabilità, vuoi per la mancanza di risorse, vuoi per una gestione delle manutenzioni che probabilmente andrebbe rivista, lascia molto a desiderare. Se buche e avvallamenti fanno compagnia a chi passa da via Dante, questi non mancano neppure nella zona del Duomo e in via Primo Maggio, o nella nuova strada che porta alla zona industriale o in quella della Bellaria.

Il problema delle buche è stato sicuramente aggravato dalle condizioni atmosferiche avverse degli ultimi inverni. Ma qualcosa non torna. Una cosa è l'usura dovuta al traffico, altra è la pessima condizione di strade poco utilizzate come la "Strada di Patto", la 4 corsie che va dalla Coop alla zona industriale. Una strada che ancora deve essere connessa alla rotatoria della Fi-Pi-Li e che già perde i pezzi. Facendo queste considerazioni, cioè pensando che presto la strada di patto sarà ancora più trafficata, il consigliere comunale del Pdl Giacomo Pandolfi ha chiesto lumi al sindaco segnalando i dissesti stradali. Era stato promesso un intervento con la ditta che ha realizzato la strada ma poi niente è accaduto. Com'è possibile che una strada aperta di recente sia già in condizioni pietose, con buche ed avvallamenti degni di una via “storica”? «Le riflessioni possono essere due o una loro combinazione. La prima è l’ipotesi sugli interventi fatti dalla ditta che aveva in appalto i lavori, con l'eventuale uso improprio di materiali ed evidente mancata funzione di controllo degli uffici durante la posa in opera al momento della consegna, quando ne è stato effettuato il collaudo», osserva Alessandro Puccinelli della Lista Civica. «L'altra ipotesi, una probabile progettazione ed esecuzione troppo votata ad economizzare su lavori e forniture al fine di conseguire un esasperato risparmio. Risparmio che da un lato ha economizzato sulla corretta stratificazione stradale, ma col risultato che oggi la manutenzione necessaria diventa esageratamente costosa e, quando non effettuata come in questo periodo, crea pericoli e danni per i mezzi che percorrono quelle strade. Basti vedere che, tralasciando le toppe di asfalto a freddo soggette di per sé ad un rapido deterioramento, anche i cosiddetti "tappetini" di asfalto sono già avvallati e crepati a causa del fatto che non si tratta di un problema di asfalto, bensì di un problema del fondo stradale».

Per spendere meno, alla fine, il rischio è quello di spendere di più. «Alla fine, il costo effettivo dell'opera va ad essere molto più alto rispetto al normale, senza poi tener conto dei pericoli e danni provocati. Non è accettabile avere opere pubbliche, pagate con le tasse dei cittadini, che una volta consegnate mostrino sin da subito dei seri problemi». In questi giorni alcune buche stradali sono state coperte. Ma sono interventi che servono a poco. «Il prossimo anno ci saranno le elezioni, vogliamo scommettere che dopo l'estate le manutenzioni subiranno un impulso e tante strade verranno rifatte? Perché fare toppe su toppe ed attendere la fine della legislatura per i lavori più concreti?», conclude Puccinelli.

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