Il Tirreno

Pontedera

Cuoio di Toscana all’esordio milanese

di Manolo Morandini
Cuoio di Toscana all’esordio milanese

Il Consorzio alla fiera internazionale della calzatura. Una quindicina le aziende del comprensorio in vetrina

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SAN MINIATO. Un luonge bar a far da calamita. Le fotografie per raccontare la lavorazione del cuoio da suola. La cifra dell’eleganza e la voglia di affermare e far conoscere il marchio “Cuoio di Toscana”. Il Consorzio Vero Cuoio fa il suo esordio al Micam, la vetrina calzaturiera internazionale che da oggi al 6 marzo si svolge a Milano.

«Abbiamo scelto di essere presenti al Micam – afferma Stefano Biagi, presidente del Consorzio Vero Cuoio – perché ne condividiamo i valori: cura estetica, lavorazione artigianale, qualità dei materiali, internazionalità. Del resto, sono queste le parole chiave che hanno reso grande e inimitabile il Made in Italy».

Il marchio è alla sua terza tappa del tour che ha l’obiettivo di sensibilizzare il segmento business to business, affinché le principali griffe internazionali, insieme alle aziende della piccola e media impresa italiana, certifichino i propri prodotti, quando realizzati con il Cuoio di Toscana. Nelle intenzioni del Consorzio questo servirà a orientare anche le scelte di un consumatore finale, sempre più attento alle origini delle materie prime e alla qualità dei prodotti che sceglie. Il nuovo marchio vuole infatti imporsi all’attenzione del grande pubblico come sinonimo di origine controllata ed eccellenza produttiva del nostro Paese. Ecco lo slogan che si accompagna a Cuoio di Toscana: “Nel cuore delle scarpe che amiamo”.

Dopo la presentazione a Pitti Uomo, il Consorzio Vero Cuoio ha siglato l’accordo con la Camera Nazionale della Moda Italiana per la diffusione del marchio Cuoio di Toscana.Una collaborazione che durerà per tutto il 2013 con l’attuazione di un piano strategico di comunicazione e promozione comune. «L’accordo è un passo fondamentale per affermare un marchio che vuole essere prima di tutto un ambasciatore nel mondo della tradizione conciaria toscana, che si tramanda di generazione in generazione e affonda le proprie radici nel distretto tra San Miniato e Santa Croce – sostiene Biagi –. Con il marchio vogliamo portare avanti un progetto per rilanciare una materia prima che unisce tradizione, passione artigianale, eleganza e benessere, da sempre le chiavi del successo del Made in Italy».

Un’opportunità per il distretto che è leader indiscusso del settore cuoio da suola, con una quota di mercato che supera l’80% della produzione europea e il 98% di quella italiana: 15mila tonnellate annue per un fatturato di150 milioni di euro.

Una cornice con una marcata proiezione internazionale il Micam di Milano. In vetrina anche una quindicina di aziende del calzaturiero del Valdarno. Crescent Group da Santa Croce sull'Arno. Mentre da Santa Maria a Monte Gianna Meliani, Gimar Calzaturificio Srl, Jaguar Snc, Nuovo Nicar Srl e Roserosse Srl. Dalla sponda sanminiatese Cafènoir, Lion Calzature Spa, Tremp Marros Industria Calzaturiera Spa. Da Castelfranco di Sotto: Fibra Firenze-Proxima, Franco Martini, Calzature Lamica di Marco Lami & C., Lorbac Spa e Violavinca. Inoltre, Ballerina Snc da Montopoli. In pista a fronte di un mercato che registra ancora turbolenza. Il calzaturiero esce da un 2012in cui ha dovuto fronteggiare una sensibile contrazione dei consumi nazionali e il peggioramento della domanda estera, soprattutto sui mercati dell’Unione Europea, che assorbono ben il 70% dei flussi e sui quali viene realizzato il 54% delle vendite estere in valore. A salvare il bilancio è il traino delle esportazioni dirette ai mercati non comunitari, cresciute sia in valore (+14,2%) che in volume (+4,6%), e che hanno permesso di limitare la flessione nella produzione e di contribuire al rafforzamento del saldo commerciale, data la battuta d’arresto delle importazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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