Il dolore
Lettera a Colaninno ma nessuno la ritira
La Cisl scrive al presidente Piaggio per avere un incontro ma trova ostacoli nella consegna: e la spedisce a Mantova
PONTEDERA. A Pontedera non si è trovato nessuno disposto a ritirarla. Il destinatario ha un nome illustre: il presidente e amministratore delegato del Gruppo Piaggio Roberto Colaninno. Questo il nome sulla lettera che la Fim Cisl, per mano del segretario provinciale Claudio Garzotto, ha scelto di spedire direttamente a Mantova, alla sede della holding Immsi Spa.
Il pretesto della missiva è la mancata firma del verbale di accordo del 18 febbraio scorso, quello con cui è stato sancito il regime del contratto di solidarietà per 1.445 lavoratori per dodici mesi, allo stabilimento 3-4 Ruote e tra gli impiegati.
L’organizzazione chiede al presidente Colaninno «di poter concordare un tavolo d’incontro e di confronto, al fine di condividere un percorso per la ripresa dell’azienda, che parta dall’ottimizzazione degli strumenti a disposizione per gestire l’attuale difficile momento».
Il segretario Garzotto prosegue sostenendo che «il già citato verbale di accordo necessita di un approfondimento congiunto, nell’ottica di un sostegno sostanziale che permetta di traghettare il personale coinvolto nel contratto di solidarietà, e l’azienda, verso un futuro con prospettive concrete». Già in occasione della mancata firma dell’accordo, che ha incassato il via libera di Fiom, Uilm e Uglm, il segretario provinciale della Fim ha sottolineato: «Non siamo contrari allo strumento in sé, ci rendiamo conto delle difficoltà del Gruppo. Ma, insieme alla proposta di un contratto di solidarietà - utile ad evitare 469 esuberi - ci saremmo aspettati un più credibile piano di investimenti per i prossimi anni, per trovarsi pronti quando la crisi sarà superata. Così, evidentemente, non è stato. Anzi, nella nota aggiuntiva all'accordo che le altre sigle sindacali hanno firmato, emerge come i contratti di solidarietà potrebbero essere estesi, per il futuro, dagli attuali 588 operai e 857 impiegati e quadri, anche ad altri dipendenti».
L'idea di rivolgersi direttamente a Colaninno in quanto presidente e amministratore delegato di Piaggio «scaturisce da una conclamata e datata assenza di dialogo tra rappresentanti dei lavoratori e azienda». E conclude la segreteria Fim: «Colaninno già in passato si è dimostrato sensibile a certe tematiche, quali dialogo e confronto diretto, manifestando sempre disponibilità per eventuali incontri da concordare».
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