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Il Comune: «Permesso il collaudo a cuor leggero»

di Cristiano Marcacci

CASTELFRANCO DI SOTTO. Riprende vigore la protesta contro il pirogassificatore della Waste Recycling, dopo la decisione del Consiglio di Stato di accettare la richiesta dell'azienda e di dare il via...

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CASTELFRANCO DI SOTTO. Riprende vigore la protesta contro il pirogassificatore della Waste Recycling, dopo la decisione del Consiglio di Stato di accettare la richiesta dell'azienda e di dare il via ad un periodo di prova dell'impianto. Il Comitato Antinquinamento si dice, ad esempio, esterrefatto rispetto a quanto avvenuto a Roma.

«Questa decisione – fa notare il presidente del Comitato Antinquinamento Aurora Rossi – è stata presa a Roma da cinque giudici, di cui tre nuovi e due che avevano già discusso il caso nel maggio 2012 e che si erano pronunciati per una sentenza opposta. Cosa sia cambiato da allora e dalla decisione del Tar del novembre scorso non è dato di conoscere. Una cosa però è chiara: Regione, Waste Reciclyng, Nse, Arpat e avvocati sono riusciti a trovare un varco, una fessura, una crepa nella quale infilarsi per ottenere quello che vogliono a danno della gente. È chiaro che il collaudo concesso, monitorato da un ente proposto che nell'ordinanza non viene nominato ma che sicuramente sarà l'Arpat, non ci dà nessuna garanzia, come non c'è in questa decisione nessuna trasparenza. I cittadini sono stufi di essere presi in giro da chi invece dovrebbe proteggerli: politica, enti e istituzioni. Per questo il comitato si sta riorganizzando e si prepara alla lotta».

Secondo la giunta del Comune di Castelfranco di Sotto, guidata dal sindaco Umberto Marvogli, stupisce e non convince il pronunciamento del Consiglio di Stato. «Non capiamo innanzitutto le ragioni di questa scelta – affermano gli amministratori castelfranchesi – visto che lo stesso Consiglio di Stato ha fissato l’udienza per il merito il prossimo 12 luglio. Ci chiediamo che fretta c’era di concedere il collaudo dell’impianto, seppur temporaneo e sotto monitoraggio, prima di aver esaminato gli argomenti contenuti nella sentenza del Tar. La decisione risulta infatti incomprensibile se teniamo conto che il Consiglio di Stato non si è affatto pronunciato sulla sentenza con la quale il Tar toscano annullava l’autorizzazione alla costruzione e messa in esercizio dell’impianto, ma ha, a nostro avviso a cuor leggero, deciso di permettere il collaudo dell’impianto senza un vero motivo. Un provvedimento che stupisce ancor di più se letto alla luce delle notizie apparse domenica scorsa su Il Tirreno e riguardanti il processo in cui è coinvolta la Waste Recycling, seppur per una vicenda non collegata a questa. Forse il caso avrebbe richiesto comunque una maggiore prudenza».

Marvogli e collaboratori sono d’accordo sul fatto che le decisioni dei giudici si commentano ma si rispettano. «Perciò – aggiungono dal Comune – ora ci aspettiamo di capire come gli organi preposti, in primis Arpat e Asl, che hanno contestato la sentenza del Tar, e il servizio Ambiente della Provincia di Pisa intendano far rispettare le prescrizioni del Consiglio di Stato. C’è da augurarsi che ciò avvenga in maniera più efficace di quanto avvenuto per il caso delle maleodoranze, dove Arpat ha tergiversato fin troppo anche con il Comune, che sta ancora aspettando di sapere se le prescrizioni ordinate alle aziende responsabili di tali fenomeni siano in corso di realizzazione, visto che i termini scadono ad aprile».

L’amministrazione comunale afferma perentoriamente che non tollererà ritardi, mezze parole o atteggiamenti di inammissibile superficialità da chi è preposto al controllo, ma pretenderà risposte immediate e atti concreti.

«Ci aspettiamo – concludono – che gli organi preposti ci facciano sapere quanto prima come intendono applicare i protocolli per il controllo di questo collaudo che, secondo le parole del Consiglio di Stato, deve essere “costantemente monitorato" e “sospeso nell’ipotesi che si riscontri il verificarsi di emissioni nocive”. Pretendiamo inoltre che i risultati e le valutazioni di questi controlli siano resi immediatamente pubblici ogni volta che vengono realizzati. Per parte nostra, continueremo a vigilare e seguire la vicenda sotto tutti i profili delle nostre competenze, ovviamente anche sotto quello legale, coadiuvati dai nostri avvocati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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