Il Tirreno

Pontedera

Da sette mesi aspetta il contatore del gas

di Andrea Lanini
Da sette mesi aspetta il contatore del gas

L’odissea di una nostra lettrice di Pontedera che ha ristrutturato una casa «I 538 euro più Iva da pagare sono però arrivati puntualissimi»

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PONTEDERA. L'odissea del contatore del gas. È quella vissuta da una nostra lettrice di Pontedera. Un elenco dettagliato di spiacevoli eventi, una lunga trafila di intoppi seguita al restauro di un appartamento e alla necessità di installare un nuovo contatore del gas. I primi contatti con Enel Rete Gas spa, la richiesta per il montaggio dell'apparecchio (fatta ai primi di maggio), il bollettino da pagare arrivato subito dopo («Quello sì, puntualissimo: pagato immediatamente, 538 euro più Iva, ecco qua la ricevuta»), i primi sopralluoghi dei tecnici, il primo pezzetto di tubo che, facendo capolino dall'apposito vano, lasciava intuire rapidi sviluppi, e invece rimasto, a tutt'oggi, in attesa delle parti mancanti, degli indispensabili prolungamenti. E, beninteso, del contatore stesso, che tuttora latita. Da sette mesi. Era ancora estate quando gli operai dell'Enel arrivarono per visionare il punto più idoneo ad accogliere l'impianto. «A settembre c'era l'ok, sembrava che i lavori, dopo quel primo tratto di conduttura sistemato pochi giorni dopo, dovessero continuare spediti. Mancava solo il contatore. Da quel momento in poi, più nulla». Passano i giorni, le settimane, i mesi, il caldo della bella stagione cede il passo ai rigori dell'inverno. Dall'Enel, nessuna novità. «Visto che almeno quello funzionava, mi sono attaccata al telefono e ho cominciato a chiamare questi operatori con cui non c'è mai verso di spiegarsi, perché ogni volta ti risponde uno nuovo che non sa niente della tua vicenda e a te tocca fare il riassunto delle puntate precedenti. Ho consumato i tasti a forza di digitare l'800 900 860... vede? L'ho imparato a memoria». Prima calma e gentile, poi sempre più inquieta, poi agitata, poi arrabbiata, poi arrabbiatissima. «Mai una volta che mi sia riuscito di capire cos'è successo. Ha ragione, signora, mi dicevano dall'altra parte, in effetti non capisco, non mi spiego... Provo a sentire, provo a vedere, mi tranquillizzava l'operatore. Nulla. L'ultima volta, quando ho chiesto di parlare con un responsabile, non so, un superiore, mi hanno detto che sì, me l'avrebbero passato, ma purtroppo i terminali erano guasti. Una volta, a novembre, di martedì, mi dissero signora non si preoccupi, il prossimo venerdì siamo da lei. Anche quello era un falso allarme». L'ultimo rovente appello al numero verde Enel, la scorsa settimana. «Signora, ha detto la voce, ha perfettamente ragione, ma la verità è che non so dirle quando i tecnici potranno essere da lei». La casa della signora, di fatto, è ancora inagibile.

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