La manifestazione
La strada s’allaga sempre e il Comune la chiude
Il sindaco: «Non potevo non intervenire, ci sono rischi per la sicurezza» Protestano gli abitanti, semi-isolati e costretti ad allungare di molto i percorsi
PALAIA. Quando piove, la strada, a causa dell’esondazione del Carfalo, diventa un letto d’acqua. Così il sindaco di Palaia, Alberto Falchi, ormai da più di due settimane, ha firmato un’ordinanza e chiuso al traffico, via Carfalone, la via comunale che collega la provinciale delle Colline per Legoli con il paese della Sughera. Una strada che attraversa più comuni ma il tratto che è stato chiuso è di competenza del Comune di Palaia. «Non potevo agire in maniera diversa – dice il sindaco di Palaia – c’è un problema di sicurezza e per questo sono dovuto intervenire».
I cittadini che abitano nella zona protestano. A farsi portavoce dei disagi è Valeriano Vallesi, un cittadino che abita nella zona della Sughera. «Nessuno pensa a noi – dice – la strada è chiusa da almeno due settimane in quanto il Carfalo è esondato più volte. L’acqua ha rotto gli argini e non si capisce a chi spetta intervenire. La Provincia e il Consorzio Bonifica Valdera avrebbero dovuto provvedere alla sistemazione degli argini. Ho provato ad informarmi ma le risposte che ho avuto non mi convincono. In questo modo chi abita alla Sughera è isolato. Per andare a Pontedera dobbiamo fare almeno quindici chilometri in più, su una strada alternativa, ma che non può essere considerata una soluzione definitiva».
In effetti, gli argini del Carfalo hanno ceduto una prima volta alla fine di settembre dopo un violento temporale e da allora sia il Consorzio di Bonifica che la Provincia non sono ancora intervenuti per affrontare il problema. Così il corso d’acqua ha invaso la strada in almeno altre due occasioni creando una situazione di grande rischio per gli automobilisti e causando non pochi danni al fondo stradale.
Il problema è serio: non solo andranno ricostruiti gli argini ma probabilmente andrà rivista la regimazione delle acque.
Nel frattempo la strada è chiusa. «Una soluzione comoda – dice Vallesi – ma che non tiene conto dei cittadini ai quali si chiede con puntualità di pagare le tasse».(s.c.)
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